BERSANI DETTA L’AGENDA: “CONFRONTO SU CINQUE PUNTI, MA BERLUSCONI FACCIA UN PASSO INDIETRO” | T-Mag | il magazine di Tecnè

BERSANI DETTA L’AGENDA: “CONFRONTO SU CINQUE PUNTI, MA BERLUSCONI FACCIA UN PASSO INDIETRO”

Il confronto è possibile, ora più che mai necessario. Ma a una condizione, che a ben vedere è sempre la stessa. Silvio Berlusconi deve dimettersi. In una lettera al Sole 24 Ore il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, spiega il proprio punto di vista. “Le principali cose da fare richiedono tempo, credibilità e un clima di convinto sforzo comune. E da dove possono venire tempo e credibilità se non da una visibile svolta politica, cioè da una discontinuità che non venga percepita come gattopardesca?”, afferma Bersani. “Se c’è un gesto di consapevolezza di chi governa, se c’è un passo indietro, noi siamo pronti a prenderci la responsabilità di uno sforzo comune. Chi pensa che si possa andare avanti così fino al 2013, si carica di una drammatica responsabilità. Piuttosto di questa illusione, sarebbe meglio il voto anticipato come impegno a una ripartenza su basi nuove, programmi nuovi e nuove energie”. Sono cinque i punti di confronto, a detta di Bersani: riforma del fisco e della pubblica amministrazione, liberalizzazioni, nuove politiche industriali e correzione della manovra. La riforma della pubblica amministrazione con obiettivi di semplificazione, di risparmio, di efficienza su un arco di temi che va dalle istituzioni alle strutture amministrative, alle autorizzazioni, alle società pubbliche fino alla giustizia civile, passando per i costi della politica”. La riforma fiscale “con obiettivi stringenti di recupero dell’evasione e di spostamento del carico dalla produzione alla rendita”. Poi le liberalizzazioni “con una dozzina di misure capaci di tagliare incrostazioni e favorire lo sviluppo delle attività economiche”. Saranno inoltre necessarie “politiche industriali orientate alle reti, alla tecnologia e alla ricerca, all’efficienza energetica, alla dimensione d’impresa, indirizzandole in particolare alle risorse potenziali del Sud”. E infine, la riforma della manovra economica, “fermo il vincolo di pareggio, riducendo iniquità e spinta recessiva, riselezionando sia i tagli di spesa sia il carico fiscale con misure immediate di anticipazione della riforma del fisco, con opportune dismissioni e con ragionevoli interventi sul patto di stabilità e sui pagamenti”. 
“Le cinque priorità indicate da Bersani nella lettera a Il Sole 24 Ore sono le leve su cui agire per ricostruire fiducia nell’Italia, sia sul versante interno, sia nei confronti dei mercati globali”, è il commento di Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro del Pd. “Come il Pd sostiene sin dall’inizio della legislatura, è l’economia reale l’epicentro dei nostri problemi”.

 

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