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“Il blogger che inguaia il ministro inglese”

di Fabio Germani

Candidato a sito rivelazione dell’anno ai Macchianera Blog Awards 2011 (“rivelazione de che?”, si chiedeva qualche giorno fa Christian Rocca), Nomfup è balzato agli onori della cronaca. Quest’ultimo è un blog collettivo dedicato alla comunicazione politica e uno dei suoi autori, Filippo Sensi (firma di Europa, oltretutto), si è reso protagonista di una scoperta che per poco non ha costretto un ministro britannico alle dimissioni. “Il blogger italiano che ha messo nei guai il ministro inglese”, hanno titolato non a caso molti quotidiani nostrani. La vicenda, in verità, era già abbastanza nota e da tempo i media inglesi erano alla ricerca di un qualche particolare che inchiodasse Liam Fox, titolare della Difesa, a causa del coinvolgimento un po’ troppo ambiguo di un suo ex coinquilino nonché testimone di nozze, Adam Werritty.
L’uomo è stato sempre al fianco del ministro, lo accompagnava in giro per il mondo e si presentava come suo consigliere pur non avendone le credenziali. Disponeva anche di uffici, naturalmente a spese dei contribuenti. Così Filippo Sensi si è messo a frugare tra Google e YouTube fino a quando non si è imbattuto in alcuni filmati che mostrano un viaggio di Fox e Werritty nello Sri Lanka. Neanche il tempo di “postare” lo scoop che ciò gli era valso il link diretto dal sito del Guardian nonché l’indomani la prima pagina dell’Observer. Filippo Sensi ha battuto tutti sul tempo, soprattutto i giornalisti inglesi. Ma non vuole essere considerato l’emblema dei blogger che “fregano” i professionisti perché “la Rete è un mare magno, in cui si può trovare di tutto. O, al contrario, può capitare che cose evidentissime finiscano nascoste in qualche piega. Tutto sta a cercare, magari affinando le proprie chiavi di accesso a questo mondo pieno di opportunità, ma anche di rischi. Spero che questa piccola vicenda non finisca per essere un ulteriore colpo alla credibilità del giornalismo. Al contrario, la possibilità di una sinergia, di una collaborazione tra blog e media che, ormai, grazie a internet, va oltre i confini nazionali”.

L’occasione è perciò ghiotta per parlare con Sensi del giornalismo che va mutando anche grazie alla Rete. Cosa distingue un blogger, preparato e scaltro che sia, da un professionista dell’informazione? “Potrei dire un sistema di controlli e verifiche che, per forza di cose, per un blogger può non essere altrettanto robusto e articolato di quello esercitato in una redazione vera e propria. Ma ormai – spiega Sensi a T-Mag – ci sono tante realtà online, nuove testate, colossi come Repubblica o il Corriere e altri, insomma, i confini tra chi fa informazione professionale e il contributo di chi si muove sulla rete si fanno sempre meno rigidi. Mi fa riflettere il caso americano dove i blog politici più interessanti sono quelli delle principali testate come Politico o il Washington Post o il New York Times. Segno che la contaminazione fa bene a tutti, blogger, giornalisti e giornalisti-blogger”.
Filippo Sensi, dicevamo, è anche firma di Europa. Nomfup pubblica articoli durante l’intero arco della giornata. Come si riesce a coniugare entrambi i lavori? “In effetti – confida –, passo parecchie ore davanti a uno schermo. Ma grazie agli smartphone non è più indispensabile avere il culo di pietra. Basti pensare agli eventi della primavera araba, dove si twittava e postava, mentre si battagliava per la libertà e la democrazia. Quando vediamo qualcosa di interessante, e siamo in condizioni di farlo, la mettiamo in Rete, contando magari sulla cosiddetta ‘nuvola’ di collaboratori che gravita attorno a Nomfup”. In generale, prosegue, “sarebbe triste guardare alla Rete solo come una minaccia per il giornalismo che invece è una straordinaria, epocale, opportunità che può aiutare un po’ tutti a costruire una democrazia più partecipata”.
Più difficile, invece, è comprendere come un giorno si possa riuscire a monetizzare il proprio lavoro. “Quanto ai soldi – osserva Sensi a tale proposito –, resta un punto interrogativo anche per i colossi, figurarsi per i blogger. Ci sono, però, storie incredibili con tanto di ‘happy ending’. Speriamo che prevalgano queste rispetto ai catastrofismi di chi nella Rete vede solo un buco nero di cazzeggio, troll e porno”.

 

2 Commenti per ““Il blogger che inguaia il ministro inglese””

  1. […] alla comunicazione politica, ha scoperto alcuni video compromettenti. T-Mag ha seguito il caso e ha intervistato Filippo Sensi, firma di Europa, nonché autore dello scoop di Nomfup. […]

  2. […] ministro inglese alle dimissioni) Nomfup colpisce ancora. E T-Mag, nel suo piccolo, può vantare un’intervista all’uomo del momento, Filippo Sensi. […]

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