Crisi, quando il tempo scade ma non troppo | T-Mag | il magazine di Tecnè

Crisi, quando il tempo scade ma non troppo

Non ci sono i soldi. Silvio Berlusconi lo ammette senza troppi fronzoli. E la confessione appare una chiacchiera a nuora perché suocera intenda e anticipa, forse, lo slittamento del decreto sviluppo rispetto ai tempi previsti. Non c’è fretta, ha affermato ancora il premier, perché il varo del decreto avverrà “appena sarà convincente, e cioè quando ci sarà un provvedimento che sia di stimolo a sviluppo e crescita”.
A ben vedere, però, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, era apparso di altro avviso martedì sera ospite a Ballarò. “Tutti i ministri stanno lavorando al provvedimento, anche Tremonti. Il decreto non è però destinato a produrre crescita, perché la crescita non si fa per decreto”. Spiegazioni – sui tempi e sui modi – che di certo non potranno soddisfare le imprese che erano tornate all’attacco chiedendo all’esecutivo un’accelerata su riforme strutturali e ripresa economica. Un appello, quello espresso da Ania, Abi, Alleanza Cooperative, Confindustria e Rete imprese Italia, che fa il paio con il Manifesto degli industriali presentato alcune settimane fa: “La situazione è sempre più difficile, la fiducia nel nostro paese sta velocemente diminuendo malgrado gli innegabili punti di forza dell’Italia. L’Italia ha mezzi e risorse per risalire la china, ma il tempo è scaduto”. Un tempo scaduto per tutti, tranne che per il governo. E mercoledì è stato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a chiedere “impellenti riforme strutturali per la crescita”. Anche perché, ha osservato il capo dello Stato, “il debito pubblico va abbattuto senza incertezze, le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti e l’Europa è preoccupata”.
Tempi a parte, anche i modi sono al centro del dibattito. Mentre gli ex finiani Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia hanno fatto sapere di non condividere “l’ipotesi di un decreto sullo sviluppo a costo zero e senza vere riforme”, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha provato a dettare l’agenda. “I soldi si trovano, a Tremonti lo spiego io se necessario”, ha chiosato il titolare della Farnesina in un’intervista al Foglio. “Tutti noi – ha aggiunto – pensiamo che sia un controsenso immaginare un decreto sviluppo a costo zero. Va bene snellire le procedure, ma bisogna anche immaginare provvedimenti che sostengano l’export, il made in Italy. Berlusconi fa bene a occuparsi del decreto sullo sviluppo e speriamo di farlo sul serio. L’Europa ci chiede di crescere”.
Intanto a breve potrebbe essere sciolta la riserva sulla successione di Mario Draghi, prossimo alla presidenza della Bce, alla guida della Banca d’Italia. Il presidente del Consiglio ha reso noto che giovedì invierà la lettera al Consiglio superiore di Bankitalia. I nomi in lizza sono i soliti: Fabrizio Saccomanni o Vittorio Grilli. Anche se nelle ultime ore erano salite le quotazioni di Lorenzo Bini Smaghi il quale, a causa dell’insediamento di Draghi a Francoforte, dovrebbe lasciare la Bce.

F. G.

 

4 Commenti per “Crisi, quando il tempo scade ma non troppo”

  1. […] barba ai soldi che non si sono e alla fretta di cui non c’è necessità, è stata resa nota la bozza del decreto sviluppo. La prima cosa che risalta sono le pagelle che […]

  2. […] barba ai soldi che non ci sono e alla fretta di cui non c’è necessità, è stata resa nota la bozza del decreto sviluppo. La prima cosa che risalta sono le pagelle che […]

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  4. […] non era in programma per venerdì. Del resto il premier era stato chiaro e con largo anticipo – martedì – aveva avvertito le imprese che lo incalzano da giorni sull’argomento che il varo del […]

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