Usa 2012. Come sono andate le primarie in Florida | T-Mag | il magazine di Tecnè

Usa 2012. Come sono andate le primarie in Florida

di Antonio Caputo

Florida, Stato del sole splendente, e quarta tappa delle primarie presidenziali, la più sostanziosa, per numero di delegati in palio, tra le competizioni svoltesi finora. Al voto tanto i Democratci (che avevano saltato l’appuntamento in South Carolina), con Obama che correva da solo (“unopposed”), quanto i Repubblicani.
Proprio la corsa nel G.O.P. suscitava un ampio interesse, soprattutto dopo i primi tre appuntamenti (rispettivamente Iowa, New Hampshire e South Carolina), che hanno fatto riscontrare tre diversi vincitori (Santorum, Romney, Gingrich), e che appariva piuttosto incerta, con oscillazioni continue nei sondaggi, che vedevano prevalere ora Gingrich, in testa fino a giovedì, ora Romney, a partire da sabato.
Il vincitore (in maniera assai netta peraltro) è Mitt Romney, al 46.4%, ed un vantaggio di 14.5 punti su Newt Gingrich, che dopo la brutta partenza in Iowa e New Hampshire, sembrava essersi rilanciato dal trionfo in South Carolina ma che subisce una nuova sconfitta. Terzo, ed ormai fuori dai giochi, pur resistendo con una percentuale a due cifre (il 13.3%), il conservatore Santorum; appena il 7%, infine, al libertario Ron Paul, evidentemente svantaggiato dal fatto che si trattasse di primarie “chiuse”, riservate cioè ai soli iscritti Repubblicani, laddove, invece, i più che discreti risultati da lui ottenuti in Iowa e New Hampshire, erano dovuti agli elettori indipendenti, ammessi a votare in quelle competizioni. La corsa è ormai praticamente ristretta a due soli candidati: il vincitore della notte scorsa, Romney, e il secondo arrivato, Gingrich.
Andando in profondità nell’analisi del voto, Romney prevale tra i moderati (più in difficoltà, invece, tra i conservatori), tra gli ispanici, tra i cattolici (gli evangelici hanno scelto Gingrich, e in parte Santorum), ma, soprattutto, tra chi cerca un candidato forte contro Obama. L’ex governatore del Massachusetts si aggiudica, inoltre, il voto urbano: le aree di Jacksonville, di Orlando, ma soprattutto quelle di Tampa/St.Petersburg, dove si terrà a fine agosto la Convention Repubblicana, laddove arriva ad un vantaggio di 20-25 punti sull’ex Speaker della Camera, Gingrich, e ancor più di Miami, dove il vantaggio di Romney sfiora i 30 punti. Lo Stato che ha per Capitale Tallahassee è d’altronde il primo (in ordine cronologico) nella lunga corsa delle primarie, con una vasta porzione di popolazione urbana, ed ho ritenuto interessante, quindi, capire come si sia indirizzato il voto delle aree metropolitane.
Dal canto suo Obama non se ne sta certo a guardare: proprio ieri, parlando (ed è chiaramente una frecciatina rivolta ai concorrenti repubblicani) della campagna elettorale, ha detto di sentirsi più determinato oggi di quanto non lo fosse nel 2008. L’economia, d’altronde, sembra intraprendere la strada di una certa ripresa, smentendo le profezie che annunciavano un altro anno difficile; soprattutto è cessata l’emorragia di posti di lavoro, e la fiducia degli operatori economici è in crescita.
Tutto insomma gioca per il Presidente uscente, i cui sondaggi sono da qualche settimana in risalita e che ha dalla sua un notevole carisma, ed uno staff di primo livello, che lo affianca in campagna elettorale. I candidati repubblicani, inoltre, sono impegnati in uno scontro fratricida, che difficilmente si ricomporrà a breve e che potrebbe costare assai caro al Partito, in sede di elezioni generali a novembre.

 

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