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Le Olimpiadi ai tempi di Facebook

di Martina Marotta

Le notizie corrono in fretta. Specialmente nel 2012 dove il social network più famoso del mondo, Facebook, fa da palcoscenico e Grande Fratello a tutto ciò che più ci interessa.
Prendiamo le olimpiadi: il primo scandalo che salta fuori viene esteso e approfondito in rete. Ultimo ed eclatante caso è stata l’espulsione di Alex Schwazer, risultato positivo al test antidoping: la notizia si è diffusa in un attimo, tra indignazione e delusione di chi ha seguito più o meno la vicenda. E come fossimo parenti ed amici, ci sentiamo in diritto di dire il più delle volte la nostra: nella pagina ufficiale dell’atleta si possono leggere frasi di incitamento e commenti molto meno lusinghieri sull’accaduto, creando diversi dibattiti tra chi continua a sostenerlo e chi pensa abbia fatto un errore imperdonabile.
E che dire delle prese in giro rivolte a Federica Pellegrini? L’azzurra non ha vinto nessuna gara, ciò è bastato per diffondere post e immagini pieni di battute su di lei, Magnini e i Pavesini. “Cosa fa Federica Pellegrini quando non nuota?” è diventato un sarcastico e a volte volgare metodo di derisione nei confronti dell’atleta italiana da parte di delusi utenti del web.
Diversi invece sono i casi di chi è riuscito ad arrivare sul podio olimpico: stati aggiornati e ricchi di complimenti verso gli sportivi azzurri, molti dei quali la maggior parte degli italiani non sapeva nulla prima della vittoria (per non parlare degli sport praticati). Esempio lampante è la giovane Jessica Rossi, oro e record mondiale nel tiro a volo, che tanto ha intenerito gli italiani per aver dedicato la medaglia ai terremotati dell’Emilia.
E’ impossibile non tenersi aggiornati se si ha un minimo di curiosità: il bombardamento mediatico sul web è illimitato. Certo è che, se almeno alle Olimpiadi si cerca di mantenere tra gli atleti un minimo di sportività e privacy, i social network sanno sempre come essere impietosi.

 

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