Mostra del cinema di Venezia. Diario del primo giorno | T-Mag | il magazine di Tecnè

Mostra del cinema di Venezia. Diario del primo giorno

di Fabio Francesca

Venezia giorno primo – Il Lido ci accoglie con un caldo ancora brutalmente estivo. E mentre al palazzo del cinema rifiniscono il make up prende il via la sessantanovesima edizione della mostra d’arte cinematografica di Venezia con una nova direzione artistica passata nelle mani dell’esperto Alberto Barbera, dato che il sinofilo Marco Müller si è imbarcato nell’impresa di rianimare l’asfittico festival capitolino.
Per la pre apertura del festival ecco gli squali al supermercato in Shark 3D, film a basso contenuto adrenalinico che sembra partorito dalla mente di Peter Griffin. Una pellicola consigliata solo agli amanti degli squali o forse a chi aveva apprezzato Snakes on a plane.
La vera apertura della rassegna invece è la nuova opera della regista, già Leone d’oro nel 2001 per Monsoon wedding, Mira Nair. L’autrice indiana mette in scena il bestseller Il fondamentalista riluttante di Hamid Mohsin. Con l’omonimo titolo e un cast all star (Kate Hudson, Riz Ahmed, Liv Schreiber, Jack Bauer) la regista ci racconta i traumi del post undici settembre attraverso gli occhi e la testimonianza di un giovane americano/pakistano prima neolaureato rampante nel mondo di Wall Street poi impelagato nella nube del fondamentalismo e dei pregiudizi nata con il cadere delle torri.
Il vero primo colpo di fulmine il festival ce lo regala con Tai chi 0 di Stephen Fung. Un pastiche metalinguistico in cui si mischiano cinema epico, video giochi, manga e commedia romantica. Una vera e propria parata dei più importanti volti del cinema d’azione cinese che si dilettano in quelle che sono delle simpatiche e rocambolesche lezioni di kung fu. Un assoluto cult per tutti gli appassionati di arti marziali.
Sempre sul fronte orientale del festival si affaccia Shokuzai di Kurosawa Kiyoshi, opera in più episodi per la televisione, fusione tra thriller e horror, concentrato su un ambiguo rapporto tra adulti e bambini, passato e presente. Un’opera di genere in cui sono incastonate le tematiche più a sentite da tanti autori giapponesi contemporanei: giustizia, vendetta, il passaggio all’età adulta e il fardello dell’eredità del passato.
Per gli appassionati di musica jazz, invece, da segnalare la jam session doumentaristica di Jonathan Demme in Enzo Avitabile music life. Ritratto non solo del grande artista, ma anche della sua città, Napoli, e dei suoi colori, della sua musica e delle sue mille contraddizioni.
E mentre speriamo che il caldo si plachi per la sera il concorso si presenta con Kirill Serebrennikov, vincitore del primo festival di Roma. Ma di questo e dell’altro che Venezia 69 ci proporrà ne parleremo domani con la seconda puntata di questo diario veneziano.

 

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