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E se diventassimo tutti vegetariani a causa dell’acqua?

di Matteo Buttaroni

In occasione della settimana mondiale dell’acqua lo Stockholm International Water Institute ha disegnato lo scenario che ci accoglierà nel 2050 nel caso in cui non riuscissimo a limitare il nostro uso quotidiano di acqua.
Secondo l’istituto infatti nel 2050 non ci sarà abbastanza acqua per produrre il cibo per sfamare i due miliardi di persone che popoleranno il pianeta.
Basti pensare che ad oggi, si legge nel rapporto The Water and Food Nexus: Trends and Development of the Research Landscape, la ricerca di acqua sta crescendo più velocemente del 4% annuo riscontrato fino ad oggi.
A contribuire al problema anche la sempre maggiore diffusione di diete di tipo occidentali, composte per il 20% da alimenti derivati da animali e, tanto per fare un esempio, per un chilo di carne di manzo vengono impiegati circa 16 mila litri d’acqua.
“Se oggi abbiamo ancora di fronte la sfida di nutrire un miliardo di persone su un totale di sette miliardi, come pensiamo di raggiungere la sicurezza alimentare per una popolazione che nel 2050 toccherà quota nove miliardi? La Fao ha stimato che per quell’anno bisognerebbe aumentare la produzione alimentare del 70%. Tuttavia, ciò aggiungerebbe ulteriori pressioni sulle nostre già scarsissime risorse idriche, in un momento peraltro in cui abbiamo bisogno d’acqua anche per soddisfare la domanda globale di energia, che crescerà del 60% nello stesso periodo a beneficio di quasi un miliardo e mezzo di persone che ne sono prive”, si legge nell’introduzione al volume scritta da Torkil Jønch Clausen.
Secondo gli esperti del settore per salvaguardare la situazione bisognerà ridurre fino al 5% del totale l’uso sulle tavole di carne. Entro il 2050 potremmo essere tutti vegetariani.
Altra soluzione sarebbe quella di stipulare una sorta di patto di bilanciamento idrico: ovvero convincere i paesi con un’eccedenza di acqua a concedere parte del prezioso liquido a chi dispone di scarse risorse.
Vista così la situazione potrebbe non sembrare troppo tragica, in 38 anni è possibile trovare una soluzione, ma in realtà il 2050 come data stabilita è piuttosto generosa. Ad oggi, infatti, l’88% delle risorse idriche del pianeta viene consumato solo dall’11% della popolazione mondiale.

 

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