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C’è qualcuno che ha paura del buio?

di Claudia Carmenati

Mi spengo solo all’idea, io con le mie linee curve, sinuosa, mollata per quello stecco secco. Si dicono “più compatte”, se se. Io sono una signora dell’altro secolo, di nobili origini ma pronta generosa a illuminare tutti con la mia presenza. Mio padre, scienziato e inventore, cui devo il carattere incandescente, soleva dire “il genio è l’uno per cento di ispirazione e il novantanove per cento di traspirazione” non senza arroganza. Ho portato la rivoluzione dei costumi nel secolo scorso, senza mai passare di moda nonostante il cambio di millennio. Musa d’arte e trasgressione, il mio bagliore al Moulin Rouge ha ispirato e corrotto generazioni. Protagonista in tutte le arti. Versatile e amatissima dai grandi del cinema, le mie apparizioni hanno reso le scene memorabili… un esempio? Accanto a Cary Grant ne Il sospetto di Hitchcock, una presenza da Oscar. Aristocratica e popolare, eterna anche nei fumetti, accanto ad Archimede Pitagorico. E ora cosa direte, quando avrete un’intuizione brillante? Mi si è acceso un Led? Mi sono consumata anni, per l’esattezza 134, di onorato servizio, e ora mi cacci solo perché non ti faccio risparmiare.
Eppure, nonostante la sua gloriosa storia, è tempo per l’Unione europea di dire addio alle lampadine ad incandescenza. Dal 1 settembre scatta la messa al bando, con la sola autorizzazione a venderne le rimanenze di magazzino.
Ci mancherà il suo profilo, il tipo di luce emanata. Non ci mancheranno invece i consumi e le emissioni. Il WWF calcola che sostituendo una lampadina a incandescenza da 75W con una equivalente a risparmio energetico di soli 15 W (920-970 lumen) si risparmia il 70% dei costi. Non è tutto, le lampadine ad alta efficienza determinano l’emissione di molta meno CO2. Nella sostituzione descritta, la lampadina a incandescenza avrebbe emesso 76 kg di CO2, l’equivalente lampadina ad alta efficienza ne emette solo 15 kg, con un risparmio in emissioni di CO2 di circa l’80% rispetto al passato.
Ma il fascino delle lampadine può rivivere in nuove forme. D’altronde la versatilità è sempre stata una sua caratteristica. Sul sito greenme.it diversi suggerimenti per un riuso creativo: ampolle per fiori, saliere, micro giardini, decorazioni natalizie. Niente addii quindi, c’è sempre una luce alla fine del tunnel.

 

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