Fini: “Non bisognerebbe candidarsi se condannati” | T-Mag | il magazine di Tecnè

Fini: “Non bisognerebbe candidarsi se condannati”

Nel corso di una trasmissione su Repubblica Tv il presidente della Camera, Gianfranco fini, ha detto: “I partiti potrebbero impegnarsi solennemente a dimostrare con i fatti, fermo restando che si è innocenti fino al terzo grado di giudizio, che non si è candidabili se si riceve un avviso di garanzia per mafia o si è condannati per reati legati all’amministrazione pubblica”.
“La Camera – ha poi detto – ha ridotto le proprie spese di 50 milioni ogni anno per tre anni. Sono stati aboliti i vitalizi ai parlamentari. Si è approvata una legge che prevede che i cosiddetti portaborse non sia più possibile pagarli in nero. Abbiamo ridotto le spese per beni e servizi del 9%. I finanziamenti dei gruppi sono stati dimezzati e si è deciso che il controllo dei bilanci sarà affidato a una societa esterna per la certificazione. Si può fare sempre di più e meglio, ma abbiamo iniziato.
Il governo Monti è intervenuto tempestivamente ieri per mettere un argine alla spesa incontrollata della politica nele regioni.
Uno dei problemi della politica è individuare un modo di selezione della classe dirigente. Questa è questione non solo italiana”.
Parlando della legge elettorale Fini si è detto “più ottimista. I partiti hanno ripreso l’iniziativa sulla legge elettorale. I partiti devono trovare un compromesso. E’ inevitabile un premio di maggioranza perché non possiamo permetterci una situazione di instabilità alla greca. Ametto di aver fatto un errore votando a suo tempo il Porcellum”.
“Mie responsabilità sul G8 di Genova non ci sono – ha ribadito -. Io mi recai a Genova il giorno dopo della morte di Giuliani per portare la mia solidarietà ai carabinieri.
Rimasi sei-sette ore in caserma perché erano in corso delle manifestazioni. Di quello che accadde alla Diaz lo ho appreso dai giornali. Non sono mai stato nella centrale operativa della Questura, come è stato scritto”.
Parlando poi di Napolitano ha detto: E’ stato il migliore presidente della Repubblica che l’Italia potesse avere nelle circostanze del suo settennato. Francamente mi sembra che lui stesso abbia dato la sua indisponibilità a proseguire”.

 

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