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Il pronostico

di Antonio Caputo

Dopo una lunghissima ed estenuante campagna elettorale, siamo finalmente al “giorno del giudizio”. I sondaggi, a lungo oscillanti tra i due candidati, e, dopo il primo dibattito tv, favorevoli, per quasi un mese, a Mitt Romney, si sono nuovamente ribaltati: alla vigilia del voto, Barack Obama è infatti tornato in testa e ormai non c’è più tempo per lo sfidante repubblicano per recuperare.
Nelle settimane scorse, infatti, il miliardario mormone sembrava aver chiuso la partita in North Carolina e ad un passo dal chiuderla in Florida, effettuando il sorpasso anche in New Hampshire, Colorado e Virginia, e, ancora, rimontando clamorosamente e praticamente agguantando Obama (un punto di distacco) in Wisconsin, Iowa, Nevada, ma, soprattutto, nel decisivo Ohio, a dispetto della sua posizione sul salvataggio dell’industria dell’auto (contrario al piano dell’Amministrazione Obama che tra industria automobilistica e indotto ha salvato, nel solo Ohio, quasi un milione di posti di lavoro).
Sembrava, appunto, ma così non è stato: nell’ultima settimana, infatti, il terribile uragano “Sandy”, che ha devastato New York e buona parte del Nordest degli Usa, lasciando uno strascico di morte e distruzione (e provocando, tra le altre cose, la sospensione della maratona di New York, cosa non avvenuta neppure dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, per dirne una), ha scombussolato la campagna elettorale, provocando il contro-ribaltone di Obama nei sondaggi, col presidente che ha così chiuso (di fatto) la partita.
Possibile che un uragano possa provocare quest’effetto? Certo, soprattutto in una situazione come quella attuale: da quando seguiamo questa campagna elettorale, abbiamo sempre parlato di risultato in equilibrio, una situazione in cui un “refolo di vento”, in un senso o nell’altro, avrebbe potuto decidere le cose. L’equilibrio alla vigilia delle Convention è stato ripristinato dopo le due kermesse; poi Romney era scivolato sulla gaffe sui poveri, ma si era ripreso col primo confronto tv. In ogni caso, le rilevazioni demoscopiche oscillavano con un vantaggio in media per l’uno o per l’altro, fino ad un massimo di due, tre punti percentuali. Quindi, il lieve vantaggio di Romney, era assai vulnerabile, e poteva tranquillamente essere ribaltato da Obama, esattamente quanto avvenuto. Il presidente ha gestito bene l’emergenza, col piglio del “comandante in capo” riconosciutogli anche dagli avversari, su tutti Chris Christie, governatore repubblicano del New Jersey, uno degli Stati più colpiti: l’80% degli elettori ha approvato l’operato presidenziale, cosa che ha riconsegnato ad Obama i voti degli indecisi, spianandogli la strada per altri quattro anni alla Casa Bianca.
Probabilmente Mitt Romney neppure sa chi sia Giuseppe Saragat, storico leader socialdemocratico e presidente della Repubblica (italiana) tra il 1964 ed il 1971, ma ben potrebbe prendere in prestito da lui una citazione: l’ex capo dello Stato, per giustificare un insuccesso elettorale, diede la colpa al “destino, cinico e baro” e fu, per ciò, preso in giro a vita; un leader politico infatti non si può esprimere così; Romney, però, qualora lo facesse sarebbe più giustificabile: in testa fino ad una settimana dal voto, vede la sua corsa fermarsi ad un metro dal traguardo, non per un qualcosa di strutturale, come, ad esempio, l’economia, ma per un avvenimento accidentale, che ha mutato il corso della campagna elettorale; insomma, per l’ex governatore del Massachusetts, davvero un “destino cinico e baro”.
Citazioni saragattiane a parte, quando si perde, lo si fa perché si sono commessi degli errori, e Romney ed i Repubblicani ne hanno commessi: il miliardario mormone non ha scaldato i cuori dell’elettorato, a partire dalla sua base; ha parlato, sia pure a microfoni spenti, contro il 47% degli americani poveri ed un leader politico non si può esprimere in quella maniera, neppure come chiacchiere da bar; ha sbagliato nella scelta del vice, il giovane Ryan, non perché quest’ultimo non sia preparato, anzi, ma perché è stata una scelta elettoralmente improduttiva: neppure in Wisconsin, Stato di origine di Ryan, Romney è in grado di vincere; preferire, come compagno di cordata, ad esempio il senatore dell’Ohio Rob Portman, sarebbe stato più sensato; i repubblicani sono chiusi, poi, nei confronti delle minoranze: come credono di potersi giocare le elezioni in futuro, se non si aprono agli ispanici, che già oggi rappresentano il 15% della popolazione? Se non lo faranno, si condanneranno ad una sconfitta eterna, altro che “destino cinico e baro”: un suicidio politico.
Presidenziali a parte, si vota anche per il Senato, dove i democratici dovrebbero, salvo (a questo punto improbabili) sorprese dell’ultima ora, conservare la maggioranza e per la Camera, dove dovrebbero essere i repubblicani a mantenere la prevalenza, sia pur in misura ridimensionata rispetto a quella attuale.
Ed ecco, infine, la valutazione finale a livello di singoli Stati con tra parentesi il numero di voti elettorali.

Blindati Obama: Maine/1° distretto (1); Vermont (3); Massachusetts (11); Rhode Island (4); New York (29); Delaware (3); Maryland (10); District of Columbia (3); Illinois (20); California (55); Hawaii (4). Totale: 143

Quasi certi Obama: Maine/Stato (2); Connecticut (7); New Jersey (14); Minnesota (10); New Mexico (5); Oregon (7); Washington (12). Totale: 57.

Vantaggio Obama: Maine/2° distretto (1); Pennsylvania (20); Ohio (18); Michigan (16); Wisconsin (10); Iowa (6); Nevada (6). Totale: 77.

Incerti: New Hampshire (4); Colorado (9); Virginia (13); North Carolina (15); Florida (29). Totale: 70.

Vantaggio Romney: Missouri (10); Nebraska/2° distretto (1); Arizona (11). Totale: 22.

Quasi certi Romney: Indiana (11); Nebraska/1° distretto (1); South Dakota (3); North Dakota (3); Montana (3); Texas (38); South Carolina (9); Georgia (16). Totale: 84.

Blindati Romney: West Virginia (5); Kansas (6); Nebraska/Stato (2); Nebraska/3° distretto (1); Idaho (4); Wyoming (3); Utah (6); Alaska (3); Oklahoma (7); Arkansas (6); Louisiana (8); Mississippi (6); Alabama (9); Tennessee (11); Kentucky (8). Totale: 85.

 

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