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Zoccolo duro

di Fabio Germani

Capita alle volte di sentire battute sugli ispanici che vivono negli Stati Uniti – “i nuovi neri” – nelle commedie hollywoodiane. Alla vigilia del voto del 6 novembre si era anche detto che l’elettorato composto dai latinos, quasi tutto a favore di Obama (per un peso equivalente a circa il 10%), avrebbe influenzato e non poco l’esito delle presidenziali. Potremmo dire che la profezia si è avverata: a votare per Obama, infatti, è stato il 69% degli elettori ispanici.
Obama, inoltre, ha mantenuto lo zoccolo duro degli afroamericani che hanno deciso di confermare in massa il primo presidente nero nella storia degli Stati Uniti. Praticamente il 93%.
Si era detto delle donne, poi. Nelle ultime settimane alcune rilevazioni a carattere specifico avevano dato Mitt Romney, candidato repubblicano alla Casa Bianca, in netto recupero al cospetto dell’elettorato femminile. Obama aveva incentrato la propria campagna elettorale “in quota rosa” sulla libertà, per ogni donna, di decidere se portare a termine o meno una gravidanza, tTema, al contrario, ripudiato dal rivale. Le previsioni dei sondaggisti sono state confermate: il 55% delle donne – quindi non una percentuale schiacciante – ha votato per Obama.
I giovani, infine. Nel 2008 Obama apparve, a vari livelli, come una figura messianica. Aggiungete una straordinaria capacità della sua macchina organizzativa a tessere relazioni online e avrete colto il perché dell’ampio successo tra i più giovani. Una volta alla Casa Bianca, però, Obama si è dovuto inevitabilmente scontrare con la real politik e insieme a lui hanno dovuto fare altrettanto i giovani che lo avevano sostenuto in precedenza. Il presidente ha perso così un po’ del suo appeal, ma non per questo i giovani gli hanno voltato le spalle. A volerlo per un secondo mandato alla guida del Paese è stato il 60% degli under 30. Un dato inferiore rispetto a quello raggiunto la prima volta, ma pur sempre un ottimo risultato.

 

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