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Se anche i saldi estivi vanno in crisi

saldi_estiviCerto è che se in un dato periodo – in questo caso parliamo di inizio aprile – il 7,7% degli italiani aveva rinunciato all’acquisto di latte fresco, il 7,5% alla pasta, il 6,5% al pane, il 35,8% al pesce e il 34,4% agli insaccati, a distanza di qualche mese non dovrebbe stupire l’allarme del Codacons sul potenziale crollo delle vendite in periodo di saldi. All’epoca il monitor socioeconomico di Tecnè lanciava un messaggio chiaro: buona parte delle famiglie italiane non è in grado di sostenere spese improvvise ed è costretta a fare delle rinunce. Piccole e grandi. Tra queste, in molte occasioni, anche ai saldi estivi che stanno per prendere il via in tutto il Paese.
Il clima di fiducia è direttamente proporzionale alla condizione economica delle famiglie. Ad esempio alla fine del 2012, l’80% degli italiani si diceva convinto del declino negli ultimi dodici mesi della situazione economica generale e, nello specifico, sette italiani su dieci ammettevano il peggioramento delle proprie finanze (dati Eurispes). Dopo un anno il punto di vista sembra essere il medesimo se non, dove possibile, peggiorato.
I tanti attesi saldi non attirano come un tempo. Basti qualche numero, secondo le stime del Codacons. In Puglia è previsto un nuovo record negativo pari a -21% rispetto allo scorso anno e il valore medio dello scontrino per famiglia sarà di 88 euro. Stando alle stime, i consumatori della regione, a causa della crisi economica, limiteranno ulteriormente il budget da destinare agli sconti di fine stagione e acquisteranno solo beni indispensabili e di valore contenuto. In Sicilia si attende un -25% e uno scontrino medio di 82 euro. A Roma -13% e nelle Marche -17%.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’analisi del Codici (Centro per i diritti del cittadino), secondo cui “l’attuale crisi economica già da tempo ha messo un freno agli acquisti degli italiani”.
“Il crollo dei consumi – viene fatto notare – ha toccato persino i prodotti alimentari: secondo i dati dell’Istat, infatti, ad aprile le vendite al dettaglio sono scese dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 2,9% su base annua. Per l’alimentare si registra l’andamento peggiore, con un calo dello 0,7% su marzo e del 4,5% nel confronto annuo”.
Non ci sarà da stupirsi granché se ai nastri di partenza i ribassi esposti in vetrina schizzeranno subito al 50%, in molti casi. Dove la corsa al risparmio è già iniziata (Campania e Basilicata) i commercianti hanno tuttavia registrato una scarsa propensione all’acquisto. Anche per questo motivo il consueto decalogo del Codacons, una guida agli sconti sicuri diciamo, invita i cittadini a guardarsi bene dalle fregature. La crisi c’è per tutti.

 

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