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Ancora in calo le nascite in Italia

Lo squilibrio demografico viene compensato, sebbene in tono minore, dal tasso di natalità tra le coppie straniere

natalità_istatSecondo i dati del bilancio demografico della popolazione residente sono stati 534.186 gli iscritti in anagrafe per nascita nel 2012, oltre 12 mila in meno rispetto al 2011. Il dato conferma la tendenza alla diminuzione delle nascite avviatasi dal 2009: oltre 42 mila unità nati in meno in quattro anni. Il calo delle nascite è da attribuirsi per lo più alla diminuzione dei nati da genitori entrambi italiani, quasi 54 mila in meno rispetto al 2008. I nati da genitori entrambi stranieri, invece, sono ancora aumentati, anche se in misura più contenuta rispetto agli anni precedenti (2.800 nati in più negli ultimi tre anni) e ammontano a poco meno di 80 mila nel 2012 (il 15,0% del totale dei nati). Se a questi si sommano anche i nati da coppie miste si ottengono poco più di 107 mila nati da almeno un genitore straniero (il 20,1% del totale delle nascite).
Ad ogni modo, l’incremento delle nascite che si è riscontrato a livello nazionale tra il 1995 e il 2008, è stato il risultato di opposte dinamiche territoriali: l’aumento dei nati si è registrato solo nelle regioni del Centro e del Nord, mentre al Sud e nelle Isole è proseguito il fenomeno della denatalità. In particolare, in tale periodo nelle regioni del Centro e del Nord si sono osservati incrementi compresi tra l’11% del Trentino-Alto Adige e il 30% della Lombardia. Un caso a parte è quello dell’Emilia-Romagna, che a metà degli anni Novanta mostrava il livello di fecondità più basso e che ha fatto registrare al 2008 oltre il 50% di nati in più. Nelle regioni del Mezzogiorno, al contrario, tra il 1995 e il 2008 è continuata la riduzione delle nascite con valori compresi tra -5% della Sardegna e -21% della Basilicata.
A partire dal 2009 in tutte le aree del Paese si registra un calo delle nascite. Il fenomeno è in parte riconducibile a un effetto “strutturale”: infatti, stanno via via uscendo dall’esperienza riproduttiva le baby-boomers, ovvero le generazioni di donne nate a metà degli anni ’60, molto più numerose delle generazioni più giovani che via via raggiungono le età feconde, convenzionalmente fissate dai demografi tra 13 e 50 anni. Le cittadine straniere hanno finora compensato questo squilibrio strutturale andando a riempire i “vuoti” di popolazione femminile ravvisabili nella struttura per età delle donne italiane. Inoltre, le cittadine straniere fanno in media più figli delle donne italiane. Negli ultimi anni si nota, tuttavia, una diminuzione della fecondità delle donne straniere. Quindi, a meno di una inversione di tendenza verso un deciso aumento della fecondità delle donne italiane, al momento difficile da immaginare, la diminuzione delle nascite è destinata ad accentuarsi.
Negli stessi anni in cui si è osservato l’aumento delle nascite, hanno assunto sempre più rilevanza quelle da genitori stranieri. In 10 anni l’incidenza dei nati stranieri sul totale dei nati residenti in Italia è più che triplicata passando dal 4,0% del 1999 al 12,6% del 2008. I dati più recenti confermano questa tendenza all’aumento, seppur con un ritmo più contenuto: sono oltre 77 mila i nati da genitori stranieri nel 2009, 78 mila nel 2010, 79 mila nel 2011 e poco meno di 80 mila nel 2012, pari al 15,0% del totale dei nati. Se ai nati da genitori entrambi stranieri si sommano anche i nati da coppie miste si raggiunge quota 107 mila nati da almeno un genitore straniero nel 2012 (il 20,1% del totale). Negli ultimi due anni, tuttavia, quest’ultima componente mostra, per la prima volta, una certa stabilità dopo anni di crescita costante. Tale fenomeno è da mettere in relazione, verosimilmente, con il corrispondente andamento dei matrimoni tra coppie miste2.
Sono le regioni del Nord e, in misura minore, quelle del Centro a presentare valori del fenomeno di gran lunga superiori alla media nazionale, ovvero le aree del Paese con una tradizione migratoria più forte e con una presenza straniera più stabile e radicata. Oltre un nato su cinque tra gli iscritti in anagrafe per nascita nel 2012 è di cittadinanza straniera in Emilia-Romagna (24, %), in Veneto e Lombardia (22%). Seguono con valori più contenuti Piemonte e Toscana (19%), Umbria e Marche (18%). Al contrario, in quasi tutte le regioni del Mezzogiorno la percentuale di nati stranieri è decisamente più contenuta (il 5% al Sud e il 4,6% nelle Isole). La regione del Sud in cui la percentuale di nati di cittadinanza straniera inizia ad assumere una certa rilevanza è l’Abruzzo (poco meno del 11%).
Sono 132 mila i nati da genitori non coniugati nel 2012, valore in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente. Tuttavia, a causa della forte diminuzione dei nati da coppie coniugate il loro peso relativo è salito ancora: un nato su quattro nasce all’interno di una coppia non sposata. Al Centro-nord, in particolare, i nati da genitori non coniugati supera il 30% con picchi del 44% nella Provincia Autonoma di Bolzano, 36% in Valle d’Aosta, 33% in Emilia-Romagna e Liguria, 31% in Toscana e in Piemonte.

(fonte: Istat)

 

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