Italiani pessimisti per colpa della crisi | T-Mag | il magazine di Tecnè

Italiani pessimisti per colpa della crisi

L'outlook economico di Tecnè per TGCOM24

spesa_consumi_famiglieIl 94% degli italiani giudica negativamente l’attuale situazione economica dell’Italia, mentre il 38% ritiene che possa migliorare fra dodici mesi. Questo è quanto emerge dal monitor economico di Tecnè per TGCOM24. Dunque peggiora – rispetto alla media delle ultime quattro rilevazioni – il clima sociale nel Paese, dove solo il 6% ha espresso un parere positivo sulla situazione economica attuale e il 38% prevede tra dodici mesi sarà migliorata. La situazione non cambia nel momento in cui viene chiesto agli intervistati di giudicare la situazione economica della propria famiglia: il 95% ha espresso un parere negativo, il restante 5% positivo. Ma come sarà la situazione fra 12 mesi? Per il 71% sarà peggiore, migliore per il 29%. Nel Paese serpeggia quindi un clima di generale sfiducia nel futuro e di fronte alle crescenti difficoltà economiche, buona parte degli italiani (l’82%) ha deciso di – o sono stati costretti a – ridurre la quantità o ad acquistare prodotti di qualità inferiore. Mentre solo il 18% è riuscito ad comprare “tutto quello di cui aveva bisogno”. Il 55% (ovvero l’8% in più rispetto a dodici mesi fa) ha ridotto le spese per l’acquisto di prodotti tecnologici. L’87% (+13%) ha ridotto le spese dedicate al tempo libero, ristoranti, palestra e cinema. Aumenta anche la percentuale (+7%) di chi ha deciso di ridurre le spese per la salute (analisi cliniche, dentista, visite specialistiche ecc.), attualmente a quota 41%, e di chi ha ridotto le spese per la cultura, la formazione e lo studio, ora al 34% (+5% rispetto a dodici mesi fa). Il monitor economico certifica inoltre che molti italiani hanno ridotto, rispetto a dodici mesi fa, la quantità di molti alimenti acquistati settimanalmente. Il 39% (+8%) ha dichiarato di aver rinunciato al pesce, il 38% (+8%) agli insaccati e stagionati e il 31% (+8%) alla carne. Inferiore la percentuale degli italiani che ha ammesso di aver rinunciato alla pasta (il 12%), al latte (12%) e al pane (11%). In aumento per tutti e tre i casi del 5%. Nonostante tutto questo, una volta affrontata la spesa settimanale, il 32% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato i risparmi, il 54% è riuscito a mantenere le entrate e le uscite in equilibrio. Solo il 14% è riuscito a risparmiare.

Il sondaggio è stato effettuato il 7 gennaio 2014 con metodo Cati su un campione probabilistico articolato per sesso, età, area geografica, ampiezza centri con ponderazione all’universo sociodemografico composto da 1.000 intervistati. Margine d’errore +/- 3,1%.

Sfoglia in pdf il monitor socioeconomico di Tecnè

 

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