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Quando offerta e domanda non coincidono

disoccupazione_giovani_lavoroSebbene risulti facile collegare la disoccupazione giovanile, oggi al 41,6%, alla crisi economica, il Rapporto McKinsey, Il viaggio tempestoso dell’Europa, dall’educazione all’occupazione, è la conferma di quanto sia più complicato di così. Stando all’analisi, condotta su otto Paesi Ue tra cui l’Italia, presentata lunedì a Bruxelles e ripresa dal Corriere della Sera, la crisi del mercato occupazionale dei giovani sarebbe da ricercarsi in quel 47% dei datori di lavoro, per i quali le loro aziende risentirebbero dell’incapacità di trovare addetti giusti. Una percentuale più alta in Italia che negli altri sette casi esaminati.
In Grecia, Spagna e Germania infatti la stessa incapacità viene dichiarata rispettivamente dal 45%, dal 33% e dal 26% degli imprenditori.
Il problema è dunque chiaro: in Italia l’offerta e la domanda sono incompatibili. I datori di lavoro dichiarano di non riuscire ad incontrarsi con giovani lavoratori che siano “adatti” a quel tipo di settore.
Stesso problema lo presentano i giovani. Secondo il dossier, infatti, in Paesi come l’Italia, ma anche in Grecia, in Portogallo e nel Regno Unito, in tanti intraprendono percorsi di studi legati a settori che in realtà hanno presentato un calo nella domanda. Un po’ come affrontare un percorso sfociante nel manifatturiero senza contare che si tratta di un settore ormai saturo. Tant’è vero che il 72% degli educatori in Italia è convinto che i ragazzi abbiano le attitudini per trovare un lavoro terminati gli studi, mentre solo il 42% degli imprenditori si trova d’accordo con questa tesi. Una discordanza di dati che dimostra la sempre più diversa percezione tra datore e offerente, dovuta ad una mancanza di comunicazione tra i due poli. Solo il 41% dei datori dichiara di comunicare regolarmente con le scuole mentre solo il 21% dichiara che questa pratica risulti, tutt’oggi, efficace. In poche parole, spiega il Rapporto, basterebbe l’introduzione, da parte delle scuole, di insegnamenti legati ai settori richiesti dai datori di lavoro.
Ma cosa cercano gli imprenditori italiani? Una buona conoscenza dell’inglese, soddisfatta solo dal 23% degli aspiranti; competenza informatica, di cui dispone solo il 18% dei candidati e un’immancabile creatività, che trova risposta solo dal 19% dei cercanti occupazione. Ovviamente la caratteristica più ricercata è la conoscenza pratica, una richiesta impossibile da soddisfare per un giovane che ha appena terminato gli studi. Dunque: non c’è assunzione senza esperienza come non c’è esperienza senza l’assunzione. Quello che sempre più viene a mancare in Italia è lo stage, ponte tra la scuola e il lavoro. Solo il 46% dei giovani italiani trova lavoro al termine di uno stage, contro il 61% della media europea.

 

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