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La proposta di legge elettorale del Pd

legge_elettoraleNon senza qualche polemica interna, Matteo Renzi ha illustrato lunedì alla direzione del Pd la proposta di riforma della legge elettorale, su cui già nella giornata di sabato scorso, dopo l’incontro con Silvio Berlusconi nella sede del partito, era stata trovata l’intesa con Forza Italia.
Per quello che si è potuto capire finora, la proposta divide l’opinione di addetti ai lavori e costituzionalisti i quali mantengono dubbi sulla presenza di liste bloccate (sebbene la Consulta abbia aperto alla possibilità di ricorrere a listini corti) e il premio di maggioranza (che con il Porcellum era ritenuto eccessivo). Procediamo con ordine.
La legge elettorale presentata da Renzi è un proporzionale con ripartizione dei seggi su base nazionale. È però previsto un premio di maggioranza del 18% massimo, che consenta di arrivare al 53% al minimo o al 55% al massimo, a chi raggiunge il 35% dei voti. Nel caso in cui nessuno riesca a raggiungere tale quota si va al ballottaggio. Misure, quest’ultime, volte a garantire la governabilità ed evitare il ricorso alle larghe intese. Le soglie di sbarramento sono del 5% per chi si coalizza, dell’8% per chi non si coalizza e del 12% per le coalizioni.
Secondo le simulazioni di YouTrend, con questo sistema ribattezzato Italicum, tenendo conto delle rilevazioni degli istituti demoscopici degli ultimi 15 giorni, se si andasse a votare oggi si renderebbe necessario il secondo turno poiché nessun partito arriverebbe al 35%. “Solo tre partiti – spiega YouTrend – supererebbero le alte soglie di sbarramento (5% per i partiti coalizzati, 8% per i non coalizzati), e sono gli stessi che competerebbero per arrivare al ballottaggio: certamente il Pd, dato sopra il 30%, e che se vincesse al ballottaggio otterrebbe 334 seggi, contro i 150 di Forza Italia e i 146 del M5S; se invece al ballottaggio vincesse Forza Italia, al Pd andrebbero 177 seggi e al M5S 119; infine, se il partito di Grillo accedesse al ballottaggio e battesse il Pd, sarebbero i grillini a vincere i 334 seggi, lasciando il Pd a 175 e Forza Italia a 121”.
YouTrend ha poi immaginato un secondo scenario: “Perché sia il centrosinistra che il centrodestra sono dati dai sondaggi proprio intorno al 35%, con la possibilità quindi di vincere il premio di maggioranza al primo turno se tutti i voti delle loro ‘aree’ andassero ai partiti sopra il 5%. In questo caso potrebbe non esservi ballottaggio, e i 334 seggi (oppure 340, in caso di vittoria con il 36%; o ancora 346 seggi in caso di vittoria con il 37% o più) sarebbero subito assegnati alla coalizione guidata da Renzi o a quella di centrodestra. Al secondo arrivato spetterebbero comunque 184-185 seggi, mentre il M5S, terzo, ne avrebbe 111-112”.
La proposta di legge elettorale elettorale ha avuto nel corso della direzione il via libera del partito. Hanno votato a favore in 111, 34 si sono astenuti e nessuno ha votato contro. L’obiettivo di Renzi è di riuscire a farla approvare in Parlamento entro maggio.

 

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