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La questione di Electrolux. Serracchiani: “Zanonato si dimetta”

A seguito della crisi dell’Electrolux (operante nel settore degli elettrodomestici), l’azienda ha messo sotto osservazione gli stabilimenti italiani (in particolare quelli di Friuli e Veneto) e, dopo un primo taglio pari a mille addetti, è pronta ad effettuarne un altro da circa 500. Il dito dei Governatori Zaia e Serracchiani è puntato contro il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato e contro il Governo.
Secondo Debora Serracchiani “il ministro Flavio Zanonato dovrebbe dimettersi perché non ha gestito con l’equilibrio necessario il delicato incarico della gestione della crisi Electrolux. Come presidente di Regione devo esprimere un vivissimo rammarico per la condotta tenuta dal ministro Zanonato, che ha preferito saltare tutti i livelli di mediazione, inclusi quelli istituzionali, credendo di risolvere la crisi buttando a mare lo stabilimento di Porcia. Per noi è inaccettabile il metodo e soprattutto il merito. Ricordo che il 26 novembre in prefettura a Trieste, alla mia presenza, il ministro Zanonato ha assicurato ai lavoratori di Electrolux che sarebbe andato in visita a Porcia: siccome lo stanno ancora aspettando ci vada lui ora a dirgli che solo loro devono chiudere”.
L’attacco da parte del membro della segreteria del Partito democratico sarebbe arrivato a seguito di una nota inviata da Zanonato a Zaia, nella quale il ministro avrebbe scritto che “i problemi e le difficoltà del gruppo svedese riguardano solo lo stabilimento di Porcia e non quello di Susegana”. Una nota che a detta del ministro sarebbe stata male interpretata da Serracchiani in quanto, spiega il ministro, “la mia nota a Zaia dice il contrario di quanto ha inteso la Serracchiani. Mi concentro su Porcia, le polemiche sono dannose”.
Una polemica che ormai va avanti da tempo spiega Zaia. “Il 12 novembre il sottoscritto – spiega il governatore del Veneto ai giornalisti – ha partecipato ad un incontro al ministero con i colleghi del Friuli Venezia Giulia, della Lombardia e dell’Emilia, ricevuti dal sottosegretario De Vincenti ed anche su questo ci sarebbe di che riflettere, ed in quella sede ci furono date rassicurazioni sull’organizzazione in tempi stretti di un nuovo vertice con la proprietà ed il governo. Analogo annuncio fu fatto da Zanonato in persona il 9 gennaio ma in entrambi i casi alle parole ed ai tweet è seguito il silenzio più totale. Dopo il caffè che gli ho offerto a Palazzo Balbi, una volta nominato al governo, non ho più avuto il piacere di sentire il ministro. Ora spero che da Roma arrivi un segnale di vita, altrimenti ce lo dicano chiaramente: ci sono disoccupati di serie A, come quelli di Fiat e Alitalia, e disoccupati di serie B, come quelli del Veneto”.
pronta la risposta del ministro dello Sviluppo Economico: “Da parte di Zaia continua una polemica stucchevole e strumentale. L’apertura di un tavolo negoziale non può essere chiesta da lui ma dalle organizzazioni sindacali e dalla proprietà che si incontreranno il 27 gennaio. Noi, dopo questo incontro siamo pronti ad aprire il tavolo. E comunque, per il 4 febbraio, è in calendario il tavolo di settore dell’elettrodomestico. Mentre Zaia si attarda in sterili polemiche, il ministero si è incontrato con la dirigenza italiana del gruppo e sta lavorando a soluzioni industrialmente valide per il gruppo Electrolux. Fermo restando che le difficoltà riguardano solo lo stabilimento di Porcia in Friuli e non quello di Conegliano in Veneto”.

 

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