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Aumentano le famiglie in difficoltà

Il monitor economico di Tecnè per TGCOM24

famiglia_crisi_besIl 94% degli italiani esprime un giudizio negativo sulla situazione economica dell’Italia. Mentre aumentano le famiglie “in difficoltà economica” e quelle che “faticano ad arrivare alla fine del mese”. Questo è quanto emerge dal monitor economico di Tecnè per TGCOM24, datato 23 gennaio 2014. Solo il 35% del campione crede che la situazione migliorerà da qui ai prossimi dodici mesi. Il 65% sostiene invece che sarà peggiore. La situazione non cambia di molto, nel momento in cui agli intervistati è stato chiesto di esprimere un parere sulla “situazione economica della propria famiglia”. Anche in questo caso, il 95% ha espresso un parere negativo. Positivo il giudizio del restante 5%. Il 73% prevede che fra dodici mesi la situazione sarà peggiore rispetto a quella attuale. Mentre solo il 27% crede che possa migliorare. Permane quindi un clima di generale sfiducia nei confronti del futuro, complici anche le difficoltà quotidiane: l’83% degli italiani ha confessato di “aver ridotto la spesa settimanale”, acquistando un numero minore di prodotti o di qualità inferiore. Il 17% ha invece dichiarato di aver acquistato tutto quello di cui aveva bisogno come 12 mesi fa. Ma c’è di più: per far fronte alle proprie necessità, il 33% degli italiani “ha usato i propri risparmi”. Il 54% ha dichiarato di essere riuscito a mantenere in equilibrio le entrate con le uscite. Mentre solo il 13% è riuscito a risparmiare. Dinanzi alle crescenti difficoltà economiche, gli italiani scelgono con maggiore attenzione i prodotti alimentari da acquistare, riducendone la quantità o scegliendone uno di qualità inferiore. E così accade che il 43% degli intervistati ha ammesso di “aver ridotto la quantità o scelto una qualità inferiore” per il pesce (+12% rispetto ad un anno fa) e gli insaccati (+13%). Il 59% “ha ridotto le spese per l’acquisto di prodotti tecnologici” (+13% rispetto ad un anno fa), l’88% ha preferito diminuire le spese “per il tempo libero, ristoranti, palestra, cinema” (+14%). Il 39% “ha ridotto le spese per la cultura, la formazione e lo studio” (+11%), infine il 45% (+12%) ha ammesso di aver deciso di diminuire le spese dedicate “per la salute” (analisi cliniche, dentista, visite mediche ecc.). Tenendo conto dei “consumi, del bilancio familiare attuale e atteso, alla condizione lavorativa”, emerge che il 33% (+6% su base annua) delle famiglie è così in difficoltà economica (il 12% delle quali è in “difficoltà grave” e il restante 21% in “difficoltà molto grave”). Il 40% “fatica ad arrivare alla fine del mese”, in aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quando erano il 35%. Crolla dell’11%, la percentuale delle famiglie che non deve fare i conti con “nessuna difficoltà economica” ora a quota 27%.

Il sondaggio è stato effettuato il 21 gennaio 2014 con metodo Cati su un campione probabilistico articolato per sesso, età, area geografica, ampiezza centri con ponderazione all’universo sociodemografico composto da 1.000 intervistati. Margine d’errore +/- 3,1%.

Sfoglia in pdf il monitor socioeconomico di Tecnè

 

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