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L’Italia che non arriva a fine mese

disoccupazione_crisiQuello che emerge dal rapporto annuale dell’Eurispes, giunto alla 26esima edizione, è un paese sfiduciato, che dalla sua ha ancora molte opportunità di sviluppo, ma che non riesce a valorizzare appieno. In estrema sintesi è questa l’istantanea socioeconomica dell’Italia.
Viviamo una fase di sconforto e di incertezza dettata da diversi fattori, che però hanno un’unica matrice: il pessimismo sulla situazione economica. I dati dell’Eurispes, infatti, fanno il paio con quanto rilevato nelle ultime settimane da Tecnè (qui l’ultimo monitor per TGCOM24) che ha nella difficoltà della famiglie ad arrivare alla fine del mese il punto più drammatico. Procediamo per gradi.
“Il quadro di forte immobilismo e decadimento della condizione economica del nostro Paese – scrive l’Eurispes – produce un atteggiamento di forte pessimismo nella popolazione. L’88,1% degli italiani ritiene che la condizione economica dell’Italia negli ultimi 12 mesi sia totalmente o parzialmente peggiorata, in aumento di 8,1 punti percentuali rispetto all’analoga rilevazione del 2013. Continua, quindi, il trend negativo che caratterizza le opinioni degli italiani nell’arco degli ultimi dieci anni a esclusione di una momentanea battuta d’arresto nel 2007, anno dopo il quale il tasso dei pessimisti ricomincia ad aumentare e a mantenere nel tempo un trend di crescita. Aumenta invece, confermando l’andamento dal 2012 (3,9%), la quota di quanti ritengono che la situazione sia rimasta inalterata, passata dal 7,5% del 2013 all’8,5% del 2014”.
Questo comporta un giudizio sostanzialmente negativo, tanto sul presente quanto sul futuro. Osserva infatti l’Eurispes: “Rispetto alla precedente rilevazione, diminuiscono sia i fiduciosi rispetto ad una ripresa economica nei prossimi 12 mesi (passati dal 10,7% del 2013 all’8,2% del 2014) sia gli scettici (dal 52,8% al 45,6%). A crescere di 6,7 punti percentuali, passando dal 29,7% al 36,4%, è la quota di quanti considerano l’anno futuro sostanzialmente in linea con quello trascorso”.
Nella rilevazione il 70,5% degli intervistati ha indicato un peggioramento (considerevole per il 34,8% e lieve per il 35,7%) che non si discosta dal trend rilevato lo scorso anno (73,5%) mentre i giudizi di miglioramento della propria condizione economica sono passati dal 4,8% del 2013 al 2,8% del 2014.
Ed ecco che arriva il dato più allarmante. Come già certificato pochi giorni fa dalla Banca d’Italia, anche l’Eurispes rileva il 30,8% di quanti dichiarano di non riuscire ad arrivare a fine mese con le proprie entrate. “Per questa domanda – spiega l’istituto di ricerca – è stato registrato un tasso di non risposta decisamente alto (12%) che potrebbe indicare un disagio maggiore rispetto a quello rilevato”. Si ricorre molto ai risparmi, ma tentare di mettere da parte qualcosa è in verità impossibile per tre italiani su quattro (74,7%).

 

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