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L’andamento del mercato del lavoro

lavoro_crisi_disoccupazionePer il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, i recenti dati Istat sulla disoccupazione rappresentano “gli effetti negativi della coda di una lunga crisi dalla quale il Paese sta faticosamente uscendo, cui si sono aggiunte le turbolenze internazionali che stanno pesando sull’economia di tutti i grandi paesi europei”. L’andamento altalenante è stato più o meno questo: dopo l’incremento complessivo di circa centomila occupati censiti nei mesi di maggio e giugno (pur non stravolgendo il tasso di occupazione rispetto all’anno precedente), a luglio gli occupati sono di nuovo in diminuzione di 35 mila unità. Però c’è un altro dato, in fondo significativo. Ed è quello diffuso dall’Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori). Nel secondo trimestre del 2014, dice l’Isfol, gli avviamenti di rapporti di lavoro crescono del 3,1% su base annua.

In crescita gli avviamenti di rapporto di lavoro
L’Istituto spiega poi che l’aumento dipende soprattutto dai contratti a tempo determinato (+3,9%), “che confermano il trend di crescita avviato nel 2013”. “La nuova disciplina del contratto a tempo determinato, in ordine all’estensione del regime a-causale fino a 36 mesi – spiega a tale proposito l’Isfol –, non ha provocato uno spiazzamento nei confronti dei contratti permanenti, che registrano al contrario un aumento rilevante in termini percentuali. L’inversione di tendenza del tempo indeterminato (+12.000 nuovi contratti, al netto dei fattori di stagionalità, rispetto al trimestre precedente) – si legge ancora nella nota – risulta quasi interamente concentrato nella classe di età compresa tra 30 e 44 anni (+6.000 nuovi contratti) e nella classe di età successiva, da 45 anni in poi, (+4.000 nuovi contratti)”.

Apprendistato in aumento
I dati sono positivi anche per quanto riguarda l’apprendistato, strumento utilissimo per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro ma che ha spesso evidenziato non pochi ostacoli. Il contratto di apprendistato registra così un incoraggiante +16,1%, “che inverte decisamente la tendenza alla diminuzione iniziata con il varo del TU sull’apprendistato nell’aprile del 2012”. Si tratta del flusso di attivazioni in apprendistato più alto dal I trimestre 2012. “L’incremento è concentrato nella classe di età compresa tra 20 e 29 anni, mentre i giovani in età 15-19 scontano ancora evidenti difficoltà: dal 2010 il numero di nuovi contratti per tale fascia di età risulta più che dimezzato e non accenna segnali di ripresa”. Infine, i contratti a tempo indeterminato fanno segnare la prima variazione positiva da oltre due anni (+1,4%).

Economisti e ingegneri i più richiesti
Alla luce dei numeri fin qui analizzati, è curioso constatare le 18.800 le assunzioni stagionali e non stagionali previste per l’anno in corso. Di queste 8.400 dovrebbero riguardare in particolar modo gli ingegneri elettronici. Le previsioni di assunzione delle imprese dell’industria, servizi, agricoltura registrate dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, infatti, rileva come siano economisti e ingegneri elettronici e dell’informazione le figure professionali più richieste (in linea con il trend degli ultimi anni). Tuttavia cresce anche l’interesse delle aziende per chi ha scelto un percorso di formazione professionale, indipendente dal titolo di studio. Si conferma inoltre, sempre nel 2014, la graduatoria degli indirizzi di diploma più richiesti già osservata nel 2013. Al primo posto l’amministrativo-commerciale (48.300 assunzioni stagionali e non stagionali), seguito dal settore turistico-alberghiero (41.400) e da quello meccanico (20.200).

 

1 Commento per “L’andamento del mercato del lavoro”

  1. […] “crea in Germania occupazione in misura notevolmente superiore” che in Italia (per quanto i dati diffusi dall’Isfol siano più incoraggianti, almeno per l’anno in corso) e il tasso di disoccupazione giovanile […]

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