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Cosa si aspettano gli italiani dal 2015

L'Indagine di Tecnè per Porta a Porta dell'8 gennaio 2015

persone_politicaIl principale auspicio per il 2015, almeno per il 36% degli intervistati, è il calo della disoccupazione, mentre il 23% spera in un più generico miglioramento della situazione economica italiana e il 22% la diminuzione delle tasse. Tuttavia, i giudizi, al di là degli auspici, sono più negativi: l’83% degli intervistati, infatti, ritiene che il tasso di disoccupazione non diminuirà, l’82% che la situazione economica non migliorerà, l’88% che non cresceranno i redditi delle famiglie, il 90% che le tasse non registreranno un calo. È quanto emerge dall’indagine che Tecnè ha condotto per Porta a Porta, in onda giovedì 8 gennaio 2015, sulle attese degli italiani per l’anno appena iniziato.

Per il 97% il 2014 è stato un anno nel complesso negativo (per il 52% uguale al 2013 e per il 47 peggiore). Ora, nella prospettiva dei prossimi 12 mesi, il 51% degli intervistati sospetta che l’anno si rivelerà uguale a quello precedente, mentre il 35% lo teme in peggioramento. Che non vi siano particolari cambiamenti in vista, secondo gli italiani, viene confermato dalle attese rispetto ai diversi temi su cui sono stati interpellati. Dal punto di vista legale, ad esempio, per il 90% non ci saranno meno epidosi di criminalità; per l’87% non ci sarà meno evasione fiscale; per il 92% non ci sarà meno corruzione; per l’85% non diminuirà l’immigrazione clandestina. Dal punto di vista sociale la musica non cambia di molto: per l’85% la pubblica amministrazione non sarà più efficiente; stessa percentuale secondo cui non migliorerà la qualità dei servizi pubblici (sanità, scuola, trasporti); per l’86% non diminuiranno le disuguaglianze; per l’86% non ci saranno meno conflitti sociali.

Agli intervistati è stato inoltre richiesto un parere sul governo. I giudizi risultano molto o abbastanza positivi nel 30% dei casi, negativi nel 66% (senza opinione il 4%). I giudizi sul premier Matteo Renzi, invece, sono molto o abbastanza positivi nel 41% dei casi, molto o abbastanza negativi nel 56% (senza opinione il 3%).

L’attentato avvenuto a Parigi contro il giornale satirico Charlie Hebdo ha aperto il dibattito sul rischio di attentati anche nel nostro paese. In generale il 77% degli intervistati ritiene che il rischio ci sia, nello speifico lo ritiene molto alto il 6%, abbastanza alto il 22%, basso il 49%. A detta del 10%, infine, non vi sarebbe alcun rischio di attentato in Italia.

Il sondaggio è stato effettuato il 7 gennaio 2015. Numerosità pari a 1.000 casi con metodo 500 Cati + 500 Cawi su un campione rappresentativo della popolazione (>18 anni). Margine d’errore +/- 3% sui risultati a livello dell’intera popolazione. Committente: Porta a Porta.

Sfoglia l’indagine Tecnè/Porta a Porta in pdf

 

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