L’Europa tra austerità e crescita | T-Mag | il magazine di Tecnè

L’Europa tra austerità e crescita

di Mirko Spadoni

unione_europeaA Strasburgo si è consumato martedì 13 gennaio l’ultimo atto della presidenza italiana del Consiglio europeo. Parlando al Parlamento, il premier Matteo Renzi ha stilato un resoconto del semestre trascorso guidando l’Unione europea. Che, sostiene il presidente del Consiglio, avrebbe finalmente spostato la propria attenzione sulla crescita, sull’occupazione e sulla competitività. Tanti sono però gli indicatori macroeconomici che ricordano come il lavoro da fare sia ancora molto.
Nel corso degli ultimi mesi, alcuni degli Stati membri – Italia e Francia, tra gli altri – hanno sollecitato a lungo l’allentamento delle politiche di austerità fin qui adottate. Il presupposto è l’inversione di tendenza rispetto alle decisioni degli ultimi tempi allo scopo di tornare a crescere. Il peso della Germania, però, si fa ancora sentire e il raggiungimento del pareggio di bilancio resta una priorità per l’economia trainante dell’Europa.
Tra austerity e crescita, in ogni caso, timidi segnali di ripresa non sono mancati: nel terzo trimestre del 2014, secondo quanto rilevato dall’ISTAT nell’Eurozone economic outlook, il Pil (Prodotto interno lordo) della zona euro è cresciuto dello 0,2%: lo stesso tasso previsto per il quarto trimestre. La conferma di un momento di risalita rispetto ai mesi precedenti arriva infatti dalla produzione industriale che, dopo la prima contrazione registrata tra luglio e settembre, è tornata a crescere in ottobre dello 0,1%.
Una crescita, per quanto lieve, destinata a proseguire anche nei prossimi mesi. Trainato dalla domanda interna (altrimenti molto debole per diversi periodi negli anni della crisi) – a sua volta stimolata dai bassi prezzi energetici (il costo del petrolio, ricordiamo, dovrebbe stabilizzarsi nei primi tre mesi dell’anno attorno ai 56 dollari per barile) – il Pil dovrebbe aumentare dello 0,3% sia nel primo e sia nel secondo trimestre del 2015.
Suscita invece ulteriori apprensioni la deflazione (la diminuzione del livello generale dei prezzi) nell’area euro: complice il crollo del costo dell’energia (-6,3%), a dicembre il livello generale dei prezzi è sceso infatti dello 0,2%.
Negli ultimi mesi, quindi, l’Europa si è cominciata a muovere seguendo la necessità di incentivare la crescita. Effettivamente il 26 e il 27 giugno scorso il Consiglio europeo aveva approvato la propria agenda strategica, ponendo la crescita, la competitività e la creazione di posti di “maggiori e migliori” posti di lavoro in cima alla lista delle priorità chiave per il prossimo quinquennio.
Del resto, quello occupazionale è un problema che desta particolari preoccupazioni: a dicembre il tasso di disoccupazione – ovvero la quota delle persone in cerca di occupazione sulla forza lavoro – nell’Unione europea a 28 è calato in modo lieve sia su base mensile (dal 10,1 al 10%) sia annua (dal 10,7 al 10,1%). A novembre, secondo i dati destagionalizzati pubblicati da Eurostat, nell’eurozona il tasso di disoccupazione ha invece toccato quota 11,5% (-0,4% su base annua). Nell’ultimo mese dell’anno, gli europei senza un lavoro erano così 24,4 milioni (18,4 milioni dei quali nella zona euro): un numero ancora troppo elevato.
Sul finire di novembre è poi arrivato il piano del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, pensato proprio per incentivare gli investimenti che nel secondo trimestre del 2014 sono stati inferiori del 15% rispetto a quelli del 2007 (430 miliardi in meno). L’UE ha promesso quindi di investire 315 miliardi entro il 2017, sfruttando l’effetto moltiplicatore dei 21 effettivamente stanziati.

(articolo pubblicato il 13 gennaio 2015 su Tgcom24)

 

Scrivi una replica

News

Trump: “Non ho mai detto di voler dare armi agli insegnanti”

“Non ho mai detto ‘diamo armi agli insegnanti’. Quello che ho detto è guardare alla possibilità di dare armi a insegnanti esperti di armi con…

22 Feb 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Inps: “Nel 2017 488mila posti di lavoro, solo il 23% a tempo indeterminato”

“Alla fine del 2017, nel settore privato si registra un saldo tra i flussi di assunzioni e cessazioni registrati nel corso dell’anno pari a +488.000,…

22 Feb 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Giustizia, via libera alla riforma delle carceri

Il governo ha dato il via libera a tre decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario. “E’ un lavoro in progress, lavoriamo con strumenti diversi con…

22 Feb 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Commercio, dal 2008 meno negozi più bar-ristoranti e hotel

Attualmente rispetto al 2008, in Italia, ci sono circa 62mila negozi in meno (-10,9%), 39mila bar-ristoranti-hotel in più e una grande crescita delle imprese commerciali…

22 Feb 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia