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Gli investimenti tecnologici degli esercizi commerciali

computer_lavoroSono 16 milioni gli italiani che nel corso del 2014 hanno fatto acquisti online e oltre 45 milioni i possessori di smartphone. Numeri notevoli che hanno messo la pulce nell’orecchio degli imprenditori italiani del retail (della vendita al dettaglio quindi), tanto che nel corso dell’anno appena concluso si è registrata una crescita media dell’investimento digitale del 25%.
Il 90% degli utenti mobile utilizza il proprio device in un negozio per confrontare i prezzi (nel 42% dei casi), per ricevere pareri inviando foto e messaggi sui prodotti che vorrebbe acquistare (nel 30%) o per cercare maggiori informazioni sui prodotti (nel 25% dei casi). Allora perché non facilitare le cose ai clienti e, perché no, anche agli stessi gestori dei negozi?
Nonostante la crescita del 25% rispetto al 2013, registrata dall’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail della School of Management del Politecnico di Milano, la quota sul totale degli investimenti da parte del settore è ancora esigua: il 15%. Per non parlare poi della percentuale sul valore del venduto: pochi decimi di punto.
Dei 250 esercizi italiani al top per il settore retail presi in considerazione dall’indagine, il 65% ha mostrato di aver puntato sull’omnicanalità: gestendo quindi un punto vendita fisico associato a una pagina online e ad un’app per il mobile. Il 33% ha invece solo sede fisica e negozio online, mentre il 2% solo la sede fisica. I settori che più investono in tal senso sono quelli dell’informatica e dell’elettronica di consumo (88%), dell’editoria (83%) e quello dell’abbigliamento (72%).
Per quanto riguarda l’online, il 52% degli esercizi ha un sito e-commerce, mentre il 46% una piattaforma istituzionale. Guardando invece al canale mobile è possibile notare come un terzo delle imprese si sia affidata ad un’app per la vendita, mentre un altro terzo garantisce solo pre vendite e post vendite.
La metà dei top retail italiani ha investito in tecnologie digitali per migliorare la gestione di fornitori, informazioni e scorte di magazzino. Gran parte delle innovazioni ha riguardato poi i servizi pre-vendita: nel 36% dei casi il campione ha spiegato di aver puntato in totem e touch-point (il 34% ha intenzione di farlo nel 2015), nel 25% in vetrine intelligenti (il 43% lo farà nel 2015), nel 17% dei casi l’investimento ha riguardato cartellini interattivi e scaffalature intelligenti (il 28% conta di farlo nel 2015) , mentre nel 4% dei casi il campione ha investito in sistemi di indoor positioning (la tecnologia che consente ai consumatori di trovare un determinato prodotto all’interno di un negozio).
Per la fase di acquisto il 30% ha deciso di integrare maggiormente il negozio fisico con quello virtuale, dotando la forza vendita di device per finalizzare in negozio gli acquisti online dei clienti. Il 34% ha invece cambiato le modalità di pagamento inserendo i nuovi POS e il 50% inserendo all’interno dei propri esercizi le casse self check out (quelle non presidiate da un addetto). Importanti anche gli investimenti, fatti dal 23% del campione intervistato, nei sistemi di accettazione dei coupon promozionali e delle carte fedeltà.

(articolo pubblicato il 26 gennaio 2015 su Tgcom24)

 

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