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Il costo di un lavoratore stabile

Tra il 2011 e il 2015 i risparmi sono stati per le neo-assunzioni sono stati più consistenti per le imprese del Centro-Nord rispetto a quelle del Sud: 10.954 contro 10.407 euro

lavoro_governo_crescitaL’84,4% dei giovani meridionali è disposto a lasciare il Mezzogiorno pur di trovare un impiego stabile. Le mete estere sono le più ambite. Ma alcuni prendono in considerazione anche la possibilità di restare in Italia. Magari trasferendosi nelle regioni del Centro-Nord, dove il costo di un lavoratore assunto a tempo indeterminato – pur rimanendo più elevato rispetto a quello sostenuto da un’impresa meridionale – è diminuito in modo più consistente tra il 2011 e il 2015.
Secondo un’indagine elaborata dall’Istituto Giuseppe Toniolo, condotta in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’84,4% dei giovani meridionali d’età compresa tra i 19 e i 32 anni si dice disposto a lasciare il Mezzogiorno pur di trovare un lavoro stabile. In Italia o all’estero, poco importa: il 50% è pronto a valicare i confini nazionali.
Tra le eventuali destinazioni non ci sono soltanto mete estere: il 34,2% dei giovani meridionali disposti a partire prenderebbe in maggior considerazione la possibilità di trasferirsi all’interno del nostro Paese. Magari nelle regioni del Centro-Nord, dove – secondo uno studio dello Svimez, l’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno – il costo di un assunzione a tempo indeterminato è sceso in modo più consistente.
Nel periodo compreso tra il 2011 e il 2015, infatti, i risparmi delle aziende per un neo assunto a tempo indeterminato sono stati pari a 10.954 euro al Centro-Nord e 10.407 euro al Sud: circa 550 euro, in pratica. Tra il 2011 e il 2014 – in virtù delle modifiche dell’Irap – il costo di un lavoratore si è ridotto di 2.529 euro al Centro-Nord. Nel 2014 un’impresa pagava così per ogni lavoratore medio assunto a tempo indeterminato 40.273 euro (contro i 42.865 euro del 2011), con un cuneo fiscale – ovvero la differenza tra il costo sostenuto dal datore di lavoro e la retribuzione netta del lavoratore – di 10.136 euro (contro i 12.728 euro di tre anni prima).
Al Sud, invece, le cose sono andate diversamente: i risparmi per le imprese del Mezzogiorno sono stati più contenuti. Vediamo di quanto. Nel 2014 il costo sostenuto da un’azienda per ogni lavoratore medio era pari a 33.935 euro (contro i 36.198 euro del 2011), con un cuneo fiscale di 8.447 euro (contro gli 10.710 euro). Tra il 2011 e il 2014 il risparmio complessivo per le imprese meridionali è stato così pari a 2.263 euro: 329 euro in meno rispetto ai risparmi di quelle del Centro-Nord.
Nel 2015, complici le norme previste nell’ultima Legge di Stabilità, per ogni lavoratore assunto a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2015, il costo del lavoro e del cuneo fiscale diminuisce di 8.362 euro al Centro-Nord e di 8.144 euro al Sud, con una differenza di 218 euro.

(articolo pubblicato il 19 giugno su Tgcom24)

 

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