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Scendono ancora i consumi di gas

Bolletta-gasCome accaduto per il petrolio, anche per il gas nel 2014 si è registrato un’ulteriore calo dei consumi rispetto al 2013. Al contrario del greggio, che ha visto scendere sempre di più il prezzo al barile, il prezzo per metro cubo di gas è rimasto ancora alto.
Come accaduto per il petrolio, anche per il gas nel 2014 si è registrato un’ulteriore calo dei consumi rispetto al 2013. Al contrario del greggio, che ha visto scendere sempre di più il prezzo al barile, il prezzo per metro cubo di gas è rimasto ancora alto.
Stando ai dati presentati a Montecitorio nel corso dello scorso anno il consumo interno lordo di gas è sceso dell’11,6% a 61,9 miliardi di metri cubi: circa otto miliardi in meno rispetto ai 70,1 dell’anno precedente.
Guardando le tabelle elaborate da Unione Petrolifera i consumi italiani di gas naturale hanno registrato un incremento tra il 2000 ed il 2005 (da 57,9 milioni di tep – tonnellate equivalenti di petrolio – a 70,7 mtep) per poi scendere nel 2008 (69,5 mtep) e nel 2009 (63,9 mtep). Nel 2010 l’Up ha rilevato poi una lieve risalita (a 68,1 mtep) che ha però anticipato una tendenza al ribasso durata fino allo scorso anno (61,4 mtep nel 2012, 57,4 nel 2013 e 50,7 nel 2014). Nonostante il calo, il gas, con una quota del 30,5%, è stata, anche nel 2014, comunque la seconda fonte di energia più utilizzata in Italia dopo il petrolio (34,4). I combustibili fossili rappresentano l’8,1% dei consumi energetici totali, le fonti rinnovabili il 21,2% mentre l’energia elettrica di importazione il 5,8%.
Anche la fattura energetica legata al gas naturale ha riportato un calo rispetto agli anni precedenti: mentre tra il 1990 e il 2012 la fattura è aumentata passando da 1,8 miliardi di euro a 24,1, nel 2013 (20,4 miliardi di euro) e nel 2014 (15,1 miliardi) si è invece registrato un calo.
Con il suo monitoraggio l’Autorità per l’Energia ha rilevato che il calo del consumo interno ha determinato anche un calo delle importazioni di gas da altri Paesi pari al -10%, portando così il dato a 56 miliardi di metri cubi contro i 62 dell’anno precedente. Ciò nonostante il calo riportato dall’import è risultato comunque inferiore a quello che ha interessato i consumi, comportando quindi una crescita della dipendenza dall’estero (dall’88,4% del 2013 al 90,1% dello scorso anno).
Quasi la metà del gas totale destinato all’Italia proviene dalla Russia (il 47% delle importazioni di questo tipo). Altra quota consistente, pari al 12,3% del totale del gas importato, arriva dall’Algeria. Tra i fornitori seguono poi la Libia (con una quota dell’11,7%), il Qatar (con l’8%), l’Olanda (con il 7%) e la Norvegia (con il 5%).

(articolo pubblicato il 25 giugno 2015 su Tgcom24)

 

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