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Proteste e cifre record, l’ascesa di Uber

uberInviso in diverse parti del mondo – anche in Italia non gode di particolare simpatia tra i concorrenti tradizionali –, spesso al centro di polemiche e proteste (le ultime in ordine di tempo a Parigi), Uber resta comunque una delle app più redditizie.
Uber è la startup fondata a San Francisco nel 2009 che permette agli utenti registrati di prenotare un servizio di trasporto automobilistico privato (e pagare tramite carta di credito associata al servizio sulla base del tragitto percorso). Una sorta di taxi alternativo, per semplificare la questione.
Uber ha ottenuto presto un grande successo tra gli utenti, ma da sempre deve affrontare una difficile situazione regolatoria. Circostanza che, ad esempio, ha verificato di recente in Italia e in Francia. Tuttavia Uber è presente in 300 città di 57 paesi, in Europa soprattutto nella versione UberPop che consente a chi ha più di 21 anni ed è in possesso della patente di guida di improvvisarsi autista.
Se le vetture di Uber incontrano difficoltà talvolta a causa delle normative (di solito in termini di concorrenza sleale), gli affari sembrano invece girare alla grande. È notizia di questi giorni il (quasi) raggiungimento di dieci miliardi di finanziamenti raccolti, una cifra record per una società che ancora non si è affacciata in Borsa. Risultati al di sopra di quelli ottenuti da Google e Facebook prima che si quotassero.
Come spiega il Financial Times, infatti, l’azienda californiana starebbe completando una raccolta fondi da quattro miliardi di dollari che si andrebbero ad aggiungere ai 5,9 del 2010. Concluse queste operazioni la valutazione di Uber dovrebbe attestarsi sui 50 miliardi di dollari, nel caso la startup con più valore al mondo.
Uber l’anno scorso ha fatto registrare un giro d’affari di 400 milioni di dollari e già allo scadere del 2014 si prevedeva una crescita dei ricavi del 300% per i due anni seguenti. Uber trattiene il 20% di ogni transazione attraverso la propria app, l’80% del costo della corsa va agli autisti. Da quanto se ne sa, poi, Uber intende investire ingenti somme in Cina, dove sta già ottenendo un certo successo, allo scopo di accedere in un mercato tanto vasto quanto ostico. Che intanto già vale, nelle realtà dove è presente, un milione di corse al giorno.

(l’articolo è stato pubblicato il 26 giugno 2015 su Tgcom24)

 

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