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Nel 2014 stop alla caduta dei consumi

Dopo due anni di cali lo scorso anno si è finalmente arrestato il crollo dei consumi interni

carrelloI consumi interni ricominciano a dare qualche segnale positivo, segno che la lenta ripresa dell’economia italiana comincia a riflettersi direttamente anche nelle tasche degli italiani e sul potere d’acquisto.
Erano, infatti, due anni che la spesa media mensile scendeva e tre che aumentavano gli italiani costretti a ridurre quantità o qualità dei prodotti alimentari acquistati. Nel 2014, secondo quanto rilevato dall’Istat, la spesa media mensile si è attestata a 2.488,50 euro per famiglia. Un dato in aumento dello 0,7% rispetto ai dodici mesi precedenti se si considera il valore corrente e stabile in termini reali (quindi tenendo conto anche della dinamica dei prezzi).
La stabilità della spesa generale tra il 2013 ed il 2014 è legata in gran parte da una sostanziale stabilità di quella alimentare, che in media si è attestata a 436,06 euro al mese per famiglia, bilanciata da un calo di quella per le carni, per oli e grassi e per le bevande alcoliche e da un aumento di quella per piatti pronti e altre preparazioni alimentari. Scorrendo le tabelle si possono notare variazioni nulle per quasi tutti gli altri generi alimentati (esclusi pane e cereali che riportano un +0,1%).
Per il non alimentare (che rappresenta l’84,3% del totale della spesa mensile delle famiglie) si notano variazioni positive per l’abbigliamento e le calzature (+0,5%), per mobili, articoli e servizi per la casa (+0,6%), per Sevizi sanitari e spese per la salute (+0,7%), per beni e servizi per la cura della persona, effetti personali, servizi di assistenza sociale, assicurazioni e finanziari (+0,8%) e per l’istruzione (+0,2%).
Sono le coppie più giovani a spendere meno e le famiglie composte solamente da stranieri (900 euro in meno rispetto a quelle composte solo da italiani). Una netta differenza si rileva anche confrontando i titoli di studio dei componenti delle varie famiglie. L’Istat ha, infatti, rilevato che i nuclei con una persona laureata spendono mediamente 3.435,23 euro, contro i 2.330,36 euro al mese spesi mediamente dalle famiglie con persona di riferimento con licenza di scuola media. Ammonta invece a 2.750,59 euro al mese la spesa media delle famiglie con persona di riferimento con diploma si scuola secondaria di secondo grado.
Diverso, ovviamente, anche il livello di spesa in base alla professione del componente di riferimento: mentre tra i dirigenti e gli impiegati la spesa del 2014 si è attestata a 3.181,91 euro al mese, per operai e assimilati è stata di 2.232,47 euro al mese. Questo per quanto concerne i lavoratori dipendenti. Per gli autonomi si nota invece una discrepanza che va dai 2.872,49 euro al mese dei lavoratori in proprio ai 3.470,63 di imprenditori e liberi professionisti.

(articolo pubblicato l’8 luglio su Tgcom24)

 

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