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L’importanza di investire nell’edilizia

Secondo l’Ance investimenti pari a dieci miliardi di euro contribuirebbero ad una crescita del Pil pari al 2%

costruzioni_impreseNonostante qualche dato incoraggiante, la ripresa dell’edilizia sembra ancora lontana. Stiamo parlando di uno dei settori economici che negli anni della crisi hanno accusato più duramente il colpo, perdendo circa 529 mila occupati (800 mila calcolando anche i settori collegati) ed il 35% degli investimenti. Come farlo ripartire? Secondo l’Ance (l’Associazione nazionale costruttori edili) servono più investimenti e meno tasse sulla casa.
Sostanzialmente, all’associazione di categoria sono tutti d’accordo: serve un deciso intervento pubblico altrimenti gli investimenti rischiano di scendere di un ulteriore 0,5% il prossimo anno, mentre investendo in maniera giusta il contributo alla crescita dell’Italia sarebbe notevole.
Secondo l’Ance, infatti, investimenti pari a dieci miliardi di euro si tradurrebbero in due punti percentuali di Pil e almeno 170 mila nuovi occupati solo nel 2016. Senza contare che, con un taglio alle tasse sulla casa e incentivando il risparmio energetico e gli affitti, il mercato immobiliare potrebbe riprendere quota già dai prossimi dodici mesi contribuendo alla ripresa del mercato interno, un indicatore che, insieme alle esportazioni, funge da leva per l’intera economia.
Secondo le stime di luglio, con lo stato di salute attuale, il settore vedrà scendere gli investimenti di un ulteriore 1,3%. Una contrazione inferiore rispetto a quella stimata a dicembre (-2,4%), merito dell’andamento lievemente positivo riscontrato nei primi mesi del 2015: ad aprile l’Ance ha rilevato un aumento dello 0,6% delle ore lavorate, un aumento (nel primo trimestre) dei mutui pari al 35% e la crescita tra gennaio e maggio del 16,6% dei bandi di gara.
Lievi segnali incoraggianti sono arrivati anche dalla produzione nelle costruzioni, che è sì scesa del 2,6% nei primi quattro mesi del 2015, ma la contrazione è comunque in rallentamento rispetto agli anni precedenti. Nello stesso periodo del 2014 la produzione segnò un -6,9% rispetto all’anno precedente e nel 2013 un -10,8%.
Anche gli stessi occupati nel settore, che negli anni della crisi, ricordiamo, sono diminuiti di quasi 800 mila unità se si considerano anche i settori collegati a quello edilizio, nel primo trimestre del 2015 hanno registrato un rallentamento della caduta rispetto all’anno precedente: -1,2% contro il -4,4% dello stesso periodo del 2014.

(articolo pubblicato il 14 luglio su Tgcom24)

 

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