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Ma la ripresa è ancora fragile

corsa_investimenti_impreseSeppur lenta, la ripresa c’è. Visto l’andamento di molti indici è un dato di fatto, eppure la maggior parte degli imprenditori è ancora scettico. Come biasimarli se tra le problematiche principali indicano, ancora, la difficoltà di accesso al credito, i ritardi (e mancati) pagamenti da parte di P.a. e privati e, soprattutto, la difficoltà nel rispettare gli adempimenti fiscali?
Sono proprio le tasse il secondo elemento, dopo l’accesso al credito (secondo Unimpresa nel 2014 la stretta creditizia è stata pari a 20 miliardi di euro), contro cui le imprese presenti in Italia puntano il dito. La pressione fiscale a carico delle imprese rasenta, infatti, il 70% e le scadenze diventano sempre più difficili da rispettare.
A segnalare il problema della pressione fiscale a carico delle imprese è anche il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che, nelle stime per l’economia italiana, sottolinea come il carico fiscale rappresenti una zavorra per la competitività.
Da un’analisi dell’Istat, realizzata da Antonella Caiumi e Lorenzo Di Biagio, qualche segnale si comincia comunque ad intravedere. Nel 2014, l’Istituto nazionale di statistica, ha infatti rilevato un calo delle tasse pari al 9,9% rispetto ai dodici mesi precedenti, per un risparmio pari a 2,6 miliardi di euro. In particolare il calo della pressione fiscale ha interessato il 57,3% delle aziende.
Una riduzione che, secondo lo studio, è stata possibile grazie alle misure introdotte con l’Aiuto alla crescita economica (che, da solo, ha permesso un taglio delle tasse pari al 5,4%) e dalla più ampia deducibilità dell’Irap (per un calo del 4,5%).
Al di là dell’imposizione fiscale alle difficoltà di accesso al credito, altro freno alle imprese viene imposto dal ritardo dei pagamenti da parte dello Stato e degli enti locali: le direttive europee che prevedono il saldo del debito detenuto dalla P.a. (90-100 miliardi di euro) entro 60 giorni non viene infatti applicato in molti casi e il credito concesso dalle imprese risulta rimborsato solo in parte. Come se non bastasse, i ritardi interessano anche i pagamenti dei privati.
Insomma, è un cane che si morde la coda: i ritardi dei pagamenti e la stretta del credito concesso dalle banche contribuiscono a rendere difficile i pagamenti dei già elevati importi fiscali.

(articolo pubblicato il 27 luglio 2015 su Tgcom24)

 

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