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Segnali di ripresa dal turismo

turismo_vacanze_crisiIl turismo continua a mandare segnali positivi. Dopo la crescita su base annua dell’indice della propensione al viaggio (calcolato dalla Confcommercio) e dalle variazioni positive registrate da presenze e arrivi negli esercizi ricettivi, arrivano notizie lievemente confortanti anche dal numero e dalla durata dei viaggi in Italia, rimasti sostanzialmente stabili tra il 2014 ed il 2015, con i viaggi brevi che per la prima volta dal 2009 arrestano la caduta.
In particolare, emerge dalle rilevazioni dell’Istat, nel 2015 sono stati effettuati 57,910 milioni di viaggi con una durata media di 5,9 notti e un totale di 340 milioni di pernottamenti. Come anticipato si tratta di dati più o meno simili a quelli dello scorso anno, ma con un’eccezione: mentre le vacanze di lunga durata sono apparse stabili per il secondo anno consecutivo, quelle brevi hanno finalmente arrestato la caduta, attestandosi a 24,3 milioni.
Del resto, già i dati relativi al movimento negli esercizi ricettivi aveva fatto ben sperare: nell’arco dei primi nove mesi dell’anno si è registrato un aumento del 2,4% per gli arrivi e un +1,9% per le presenze negli esercizi alberghieri rispetto allo stesso periodo del 2014. In aumento del 3,1% e dell’1,8% anche gli arrivi e le presenze nelle strutture extra-alberghiere.
I dati di Federalberghi, estesi a tutto l’anno, indicano invece una crescita del 3,6% per le presenze negli alberghi italiani nel corso del 2015, con un +3,2% per i pernottamenti degli italiani ed un +4,1% per quelli degli stranieri. Nonostante ciò Federalberghi parla di un calo degli occupati dello 0,7%, risultato di un -1,7% di quelli a tempo determinato e di un +0,3% di quelli a tempo indeterminato.
Per quanto riguarda la spesa, i dati parziali (relativi al periodo gennaio-ottobre sullo stesso periodo del 2014) della Banca d’Italia sottolineano un aumento del 4,3% di quella degli stranieri in Italia (a 23.526 milioni) e un +1,4% per quella degli italiani all’estero (a 7.553 milioni), con un aumento dell’avanzo dell’8,2% (a 5.973 milioni di euro)
Archiviato il 2015, arrivano notizie incoraggianti anche dai primi dati disponibili per il 2016. Secondo Confcommercio, a gennaio l’indice di propensione al viaggio avrebbe toccato i 59 punti, rimanendo stabile rispetto alla fine del 2015, ma riportando una aumento di due punti rispetto a dodici mesi prima.

 

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