La second hand economy in Italia | T-Mag | il magazine di Tecnè

La second hand economy in Italia

IMGSecondhand clothes_4428C’è chi ricorre alla second hand economy – l’economia che gira intorno alla compravendita di prodotti usati- per risparmiare, chi per guadagnare e chi semplicemente per liberarsi del superfluo. Una motivazione, quest’ultima, che coinvolge la maggior parte dei venditori dell’usato, dimostrando che la crescita di questo modo di fare economia non è legata unicamente alla crisi economica.
Alla base della crescita del mercato dell’usato, spiega infatti lo studio dell’Osservatorio Doxa, ci sarebbe la ricerca da parte dell’individuo di rimettersi al centro della propria economia. Tre italiani su cinque credono che la compravendita di prodotti usati sia un modo intelligente e sostenibile di fare economia.
Come anticipato, nel 2015, il 58% di chi ha venduto il proprio usato l’ha fatto per liberarsi del superfluo, contro il 22% che spiega di averlo fatto solamente per guadagnare (un dato in discesa rispetto al 38% del 2014). Il risparmio è invece alla base di chi compra questo genere di prodotti (il 71%).
Ad oggi la second hand economy vale 18 miliardi di euro e l’1% del prodotto interno lordo del nostro Paese. Il valore di quella online è di 6,8 miliardi di euro, il 38% del totale. Il volume d’affari più consistente riguarda il commercio di veicoli, con 4,2 miliardi di euro, seguono l’arredamento e gli elettrodomestici, con 980 milioni; l’abbigliamento, con 360 milioni; l’elettronica, con 340 milioni; e gli sport e gli hobby, con 80 milioni di euro.
Un’analisi più approfondita sugli intervistati più giovani ha svelato che la metà degli under 45 ha venduto o acquistato prodotti nel corso del 2015 e quasi la metà di questi lo ha fatto online. Nel dettaglio il 66% degli under 45 che ha acquistato prodotti di seconda mano ha spiegato di averlo fatto nei mercatini e nei negozi dell’usato, contro il 40% che ha invece optato per la rete. Tra chi vende, la quota maggiore riguarda invece chi lo fa online: il 36% contro il 26% di chi sceglie i mercatini o i negozi fisici.
Il 61% degli oggetti usati venduti nei negozi fisici riguarda il settore dell’arredamento, nel 38% dei casi sono invece veicoli, mentre nel 13% dei casi si tratta di prodotti legati allo sport e al tempo libero. Nella maggior parte dei casi, presso negozi e mercatini dell’usato, vengono acquistati veicoli (48%), seguiti da arredamento (43%) e hobby e sport (16%).
L’arredamento è la categoria più vendita anche online, con il 44% degli annunci, a cui seguono i veicoli, con il 26%, e l’elettronica, con il 23%. Tra gli acquisti la categoria che va per la maggiore in rete è l’elettronica (33%), seguita da hobby e sport (31%) e dai veicoli (28%).

 

Scrivi una replica

News

Eurozona, a giugno indice Pmi in aumento rispetto al mese precedente

A giugno attività economica dell’Eurozona in crescita, trainata dai servizi. Lo sostiene il sondaggio Pmi curato da IHS Markit. L’indice preliminare composito – che unisce…

22 Giu 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Dazi, Boccia (Confindustria): «Fanno del male all’Italia e all’Europa»

«Siamo un Paese ad alta vocazione di export e quindi i dazi fanno del male all’Italia e all’Europa. Ecco perché su questo aspetto dobbiamo essere…

22 Giu 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Francia, nel primo trimestre il Pil rallenta a +0,2%

Nel primo trimestre 2018, il Prodotto interno lordo della Francia è cresciuto dello 0,2%, in rallentamento rispetto al trimestre precedente (+0,7%). Lo rende noto l’INSSE,…

22 Giu 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »

Di Maio: «Spero che settimana prossima possa partire il decreto dignità»

«Spero che la settimana prossima possa partite il decreto dignità». Lo ha affermato Luigi Di Maio arrivando al congresso Uil. «La norma eliminerà la burocrazia…

22 Giu 2018 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia