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Il giro d’affari della contraffazione

contraffazione_prodottiIl ministero dello Sviluppo economico intende rafforzare la lotta alla contraffazione: mercoledì il MISE e la Prefettura di Roma hanno firmato un Piano d’Azione per declinare al livello locale le politiche nazionali contro l’industria del falso. Dopo la Capitale, sarà il turno di Milano e Palermo. Del resto quello relativo ai prodotti contraffatti è un problema esteso a tutto il territorio italiano.
Secondo una stima della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo, il fatturato complessivo generato dai prodotti contraffatti è pari a 6,5 miliardi di euro.
Ma la proliferazione di merci false si ripercuote (negativamente) sia sulle casse dello Stato (circa 5 miliardi e 280 milioni di euro tra imposte dirette e indirette) che sul fronte occupazionale – un dossier del CENSIS e del MISE stima che la contraffazione bruci 105mila posti di lavoro –, in quanto impiega lavoratori “in nero” e talvolta anche manodopera minorile.
I falsari si servono di canali di vendita “non tradizionali” come i negozi on-line. Secondo Confesercenti, le vendite tramite e-commerce di prodotti contraffatti sono cresciute del 60% tra il 2012 e il 2013, a discapito delle imprese che producono gli originali e dei consumatori che spesso acquistano inconsapevolmente un prodotto falso: un consumatore su quattro ne ha comprato almeno uno, denuncia Confesercenti.
Ma quello relativo alla contraffazione è un problema che non riguarda solo il nostro Paese. Uno studio condotto da Transcrime, il centro di ricerca di Criminologia dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università degli Studi di Trento, sostiene che nell’Unione europea il mercato dei prodotti contraffatti vale 9 miliardi di euro l’anno. Ogni cittadino dell’UE spende mediamente 528 euro per acquistare prodotti falsi presenti sui mercati degli Stati membri.
Dallo studio emerge che moltissime categorie merceologiche sono colpite dai falsari: abbigliamento, articoli per il tempo libero e per la cura della persona, apparecchi elettrodomestici, cibo e bevande non alcoliche, giochi, gioielli e orologi, scarpe, strumenti informatici e per le telecomunicazioni.

 

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