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Occupazione in crescita nelle MPI

pmi_crisi economicaIl 2015 si è chiuso positivamente per quanto riguarda il mercato del lavoro. I dati del ministero del Lavoro, infatti, hanno rilevato un calo dei licenziamenti dell’8,14% rispetto all’anno precedente e una crescita complessiva delle assunzioni del 7,2%. La riduzione più elevata delle cessazioni si è verificata nel quarto trimestre dell’anno.
In termini occupazionali un contributo elevato, come spesso è stato osservato, giunge dalle micro, piccole e medie imprese. Un contributo che è proseguito ancora ad inizio 2016. In Italia, a gennaio, l’occupazione è cresciuta dello 0,3% rispetto all’ultimo mese del 2015 e dell’1,3% su base annua (Istat).
A fronte di un aumento del lavoro dipendente – dello 0,4% rispetto a dicembre 2015 e del 2,7% rispetto a gennaio 2015 – secondo l’Osservatorio Lavoro CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) su 20.500 micro e piccole imprese analizzate, l’occupazione dipendente è aumentata tra dicembre 2015 e gennaio 2016 dell’1% (sei decimi di punto in più rispetto a quella complessiva rilevata dall’Istat, fa notare la CNA). Al contrario, nel confronto annuale, i dati Istat (+2,7%) e CNA (+2,4%) sono abbastanza simili.
C’è da dire, però, che il risultato non dovrebbe stupire troppo. Il contributo occupazionale delle micro e piccole imprese manifatturiere italiane con meno di 20 addetti è tra i più elevati in Europa. Un recente studio di Confartigianato afferma che tra le prime 23 maggiori regioni dell’Ue, con una quota di occupazione manifatturiera superiore al 25%, cinque sono italiane. In più nel nostro paese le micro e piccole imprese del comparto manifatturiero impiegano 1.503.515 addetti, pari al 22,8% del totale dell’Ue.
Secondo l’Osservatorio Lavoro CNA i risultati ottenuti sono da ritenersi incoraggianti, soprattutto perché dall’inizio del 2016 è entrato in vigore il taglio degli sgravi contributivi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, ora ridotti al 40% (a tale proposito, osserva l’Istat nell’ultima nota mensile sull’andamento dell’economia italiana, “per la metà delle imprese manifatturiere che hanno dichiarato un aumento dell’occupazione tra gennaio e novembre 2015, gli esoneri contributivi hanno costituito un elemento rilevante”).
Tuttavia l’indagine trimestrale di ManpowerGroup MEOS (Manpower Employment Outlook Survey) invita alla cautela. Su mille datori di lavoro interpellati (anche tra le grandi aziende), solo il 6% ritiene di incrementare i propri dipendenti nel secondo trimestre 2016, mentre nell’87% dei casi la situazione dovrebbe rimanere stabile (il 4% prevede un calo nelle assunzioni). In soldoni le prospettive di assunzione restano relativamente stabili rispetto al trimestre precedente (che segnava un indice di +1%), ma migliorano di sei punti percentuali rispetto allo scorso anno.

 

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