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Spesa per consumi in calo di 856 euro sul 2007

spesa-carrelloIl perdurare della crisi economica ha portato ad una vera e propria revisione della spesa per gli italiani. Settori come l’abbigliamento, i beni e servizi per la casa e l’alimentare di pregio (come la carne e il pesce) ma anche l’istruzione e il turismo hanno infatti registrato variazioni negative.
In generale, stima l’Ufficio economico di Confesercenti (elaborando dati dell’Istat), tra il 2007 ed il 2015 la spesa media annuale delle famiglie italiane è diminuita di 856 euro, passando da 23.737 euro a 22.882 euro. Una causa al taglio dei consumi è da ricercare anche in un aumento delle spese fisse, come quelle legate alla casa (acqua, all’elettricità e ai combustibili per il riscaldamento) – aumentate di 536 euro – o quelle sanitarie e per la salute – aumentate di 142 euro – .
Osservando da più vicino i dati si può notare come negli anni della crisi il settore dell’alimentare e delle bevande abbia registrato una contrazione di 91 euro, passando quindi da 5.595 euro a 5.504. Più sostenuta la contrazione per i prodotti non alimentari passati da una spesa media annua di 18.142 euro a 17.377 euro (-765 euro).
Guardando ancora più nel dettaglio il food si osserva che – come anticipato -, mentre prodotti come la frutta e gli ortaggi (da 1002 a 1166, +164 euro) e lo zucchero, le confetture, il miele, il cioccolato e i dolciumi (da 397 a 489, +92 euro) hanno visto crescere la spesa, altri – come il pane e i cereali (da 952 a 833, -69 euro), le carni (da 1.265 a 1.165, 100euro), il pesce e i prodotti ittici (da 501 a 427, -74 euro), il latte, i formaggi e le uova (da 755 a 707 euro, -48 euro); gli oli e i grassi e le bevande (da 211 a 161, -50 euro) – hanno riportato forti contrazioni.
Nel no food si sono invece registrate crescite – oltre alle spese fisse per l’abitazione e per sanità e salute, che abbiamo già visto – per le comunicazioni (da 607 a 756, +149 euro), per i servizi ricreativi, gli spettacoli e la cultura (da 1.307 a 1.492, +185) e per i beni e i servizi per la cura della persona, l’assistenza sociale e le assicurazioni (da 1.528 a 2.473, +945 euro). Al contrario si è registrata una contrazione della spesa media annua per i servizi ricettivi e la ristorazione (da 1.648 a 1.336, – 312 euro), per l’istruzione (da 304 a 173, -131 euro), per i trasporti (da 4.388 a 3.098, – 1290 euro), mobili, articoli e servizi per la casa (da 1.705 a 1.230, -475), abbigliamento e calzature (da 1.874 a 1.362, -512 euro). Per i tabacchi la spesa media è rimasta sostanzialmente stabile.

 

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