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Gli investimenti pubblici nell’Ue

euro_pilLa Banca centrale europea osserva che, nel confronto con il periodo precedente alla crisi economica, i Paesi dell’Unione europea hanno tagliato la spesa destinata agli investimenti pubblici con intensità diverse. Secondo la BCE, i cali degli investimenti pubblici rispetto al Prodotto interno lordo (PIL) più consistenti sono stati registrati negli Stati membri che dovevano consolidare il proprio bilancio. Particolarmente significativi sono stati i tagli decisi dai Paesi con alti livelli iniziali di investimenti pubblici e da quelli esposti alle pressioni dei mercati internazionali (Cipro, Croazia, Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna).
Ma non tutti i Paesi dell’Unione europea hanno ridotto gli investimenti pubblici. Anzi. In alcuni casi, sono rimasti pressoché invariati – il discorso vale per i Paesi (Austria, Belgio e Germania) dove gli investimenti pubblici erano generalmente bassi nel periodo pre-crisi – e in altri sono addirittura aumentati, come avvenuto negli Stati dell’Europa centro-orientale (Bulgaria, Lettonia, Polonia e Romania) che si sono serviti dell’incremento dei fondi di coesione europei.
Secondo un’analisi del Centro studi ImpresaLavoro, realizzata su elaborazione dei dati Eurostat, dal 2009 in poi gli investimenti pubblici sono diminuiti tanto nell’Unione europea – nel 2014 sono stati investiti 47,7 miliardi in meno rispetto ai 454,9 miliardi del 2009 – quanto nella zona euro, dove il calo è stato più evidente (gli investimenti pubblici dei Paesi dell’area euro sono passati dai 337,7 miliardi del 2009 ai 275,3 miliardi del 2014) con l’Italia che rientra nell’elenco dei Paesi che hanno introdotto i tagli maggiori. Tra il 2009 e il 2014 la spesa pubblica per investimenti del nostro Paese è diminuita di circa 15,9 miliardi, passando dai 54,2 miliardi del 2009 ai 35,6 miliardi del 2014 (-34,1%). Nella zona euro solo Spagna, Cipro e Portogallo hanno ridotto gli investimenti pubblici in modo più consistente.
Eppure recenti studi del Fondo monetario internazionale (The Macroeconomic Effects of Pubblic Investment: Evidence from Advanced Economies) e della Banca mondiale (The Power of Pubblic Investment Management – Trasforming Resources into Assets for Growth) che l’impatto degli investimenti pubblici sul PIL è positivo e aumenta in funzione della loro qualità ed efficienza, senza gravare eccessivamente sui conti pubblici. Secondo l’FMI, un incremento degli investimenti garantirebbe anche una riduzione del rapporto debito/PIL, grazie alla maggiore crescita economica generata dagli investimenti stessi.

 

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