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Streaming vs. download: il successo di Spotify

spotifyNegli Stati Uniti la maggiore fonte di guadagno per l’industria musicale è lo streaming online che ha superato di gran lunga le entrate derivanti dai download digitali. Secondo la Riaa, Recording Industry Association of America, gli introiti di servizi come Spotify, Apple Music e Pandora nel 2015 sono cresciuti per un totale di 2,41 miliardi di dollari pari ad una quota del 34,3% del mercato nazionale. Per la prima volta lo streaming batte il download, quest’ultimo, dopo un decennio di supremazia, è calato, sempre nel 2015, del 10% con un totale di 2,3 miliardi di dollari. Anche le vendite fisiche di supporti digitali hanno subito una flessione del 10%, nonostante la forte ripresa del mercato del vinile, in crescita del 32% e pari a 416 milioni di dollari, che però non è riuscita a compensare la perdita nelle vendite di CD e DVD musicali entrambi caratterizzati da una flessione del 17%.
Elemento importante da prendere in considerazione è anche il cambiamento delle abitudini dei consumatori. Se prima si andava alla ricerca di musica gratis da scaricare, Napster docet, ora sono aumentati notevolmente gli utenti disposti a pagare per un servizio di streaming musicale. Nel 2015 il numero di utenti paganti è aumentato del 40% arrivando negli USA a quota 10,8 milioni di dollari generando per la prima volta ricavi per oltre un miliardo di dollari.
Tra le piattaforme di musica in streaming le migliori performance sono quelle riportate da Spotify. La società scandinava si attesta come il primo servizio al mondo di musica in streaming arrivando a 30 milioni di utenti paganti e potrebbe crescere ancora in nuovi mercati emergenti. Lo scorso giugno Spotify aveva conquistato il traguardo dei 20 milioni di abbonati, gli ultimi 10 milioni sono stati raggiunti negli ultimi nove mesi, un risultato eccezionale se paragonato ai numeri del suo competitor principale, Apple Music. La piattaforma di Cupertino lanciata sempre lo scorso giugno ha conseguito i primi 10 milioni di abbonati nei primi sei mesi dichiarandone 11 milioni il mese scorso. A partire dal 30 marzo l’azienda svedese debutterà in Indonesia, il quarto paese al mondo per numero di abitanti, mentre già si parla di un possibile sbarco anche in Giappone ed in India. La compagnia potrebbe anche essere la prima piattaforma di streaming musicale ad entrare ufficialmente nel mercato cubano complice la recente distensione tra Stati Uniti e l’isola caraibica.
Buoni anche i numeri dello streaming in Italia. Nel nostro Paese, nel primo semestre del 2015, lo streaming (audio e video) è cresciuto del 37% su base annua, riportando un valore complessivo pari a 17,3 milioni di euro rappresentando il 26% di tutto il mercato discografico (nel 2013 era al 12%) ed il 62% del digitale.
In generale anche il mercato della musica in Italia, sempre nel 2015, è andato più che bene. I primi nove mesi, secondo dati Deloitte per FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), hanno evidenziato un saldo positivo per il mercato discografico (+25%) rispetto allo stesso periodo del 2014, arrivando a 93,9 milioni di euro (sempre nel 2014 aveva generato 75,4 milioni di euro). Il segmento del supporto fisico è cresciuto del 23%, con un valore di 50,7 milioni di euro ed è caratterizzato proprio dalla crescita del repertorio locale (+79%). Il digitale anche da noi, come del resto in tutto il mondo, ha registrato un ottimo andamento con un aumento del 27% e un valore di 43,2 milioni di euro. In crescita anche il vinile, +74%, un dato che rappresenta ad oggi il 4% del mercato.

 

1 Commento per “Streaming vs. download: il successo di Spotify”

  1. […] alla pirateria, preferiscono lo streaming. E sulla cresta dell’onda sempre i soliti noti. Spotify riporta le migliori performance. La società scandinava si attesta come il primo servizio al mondo di musica in streaming arrivando […]

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