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Industry 4.0: imprese sempre più digitali

di Umberto Schiavella

start_up_grandeIndustry 4.0 è il termine usato per descrivere la digitalizzazione del settore industriale attraverso dinamiche della digital transformation che contempla l’adozione del digitale, inteso sia come logiche che come tecnologie, all’interno degli spazi di lavoro e dei processi organizzativi e produttivi delle fabbriche e delle aziende. Secondo una classificazione di McKinsey sono quattro i fattori che caratterizzano l’industry 4.0 e che oggi si trovano ad un punto di svolta: 1) più dati a disposizione grazie ad una maggiore potenza di calcolo e connettività, basti pensare all’enorme sviluppo e alla diffusione dei Big Data, degli Open Data, del cloud Computing e alle potenzialità offerte dall’Internet delle cose; 2) analytics e intelligence, automazione e intelligenza artificiale; 3) interazione uomo-macchina, sempre più ottimizzata grazie ai continui progressi nel mondo dei device mobili o della realtà aumentata e/o virtuale; 4) conversione fisico-digitale attraverso lo sviluppo della robotica avanzata e della stampa 3D.

UNA NUOVA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Siamo in presenza di una nuova rivoluzione industriale che cambierà definitivamente il modo di produrre che conosciamo oggi, si tratta di una grande spinta all’innovazione che bisognerà saper cogliere e sfruttare nel migliore dei modi. Proprio per questo motivo, qualche giorno fa, la Commissione europea ha presentato una serie di misure volte a sostenere e collegare le iniziative nazionali per la digitalizzazione dell’industria e dei servizi connessi in tutti i settori e per promuovere gli investimenti attraverso network e partnership strategiche. Si tratta di un pacchetto di misure che sarebbe in grado di mobilitare più di 50 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati proprio a sostegno della digitalizzazione dell’industria.
Come ha affermato Andrés Ansip, vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per il Mercato unico digitale: “La rivoluzione industriale dei nostri giorni è digitale. È necessario sviluppare a un livello adeguato tecnologie come il cloud computing, la scienza basata sui dati (data-driven) e l’internet delle cose affinché possano realizzare appieno il loro potenziale. Dato che le imprese mirano a espandersi nel mercato unico, anche i servizi pubblici online dovrebbero rispondere alle esigenze odierne ed essere quindi digitali, aperti e transfrontalieri fino dalla progettazione”. Sono molti i comparti economici che stanno adottando velocemente le tecnologie e i processi digitali, ma, in maniera particolare, sono le industrie europee che devono sfruttare appieno queste opportunità offerte dal mondo digitale in tutti i settori, nessuno escluso, anche indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda: la competitività è mondiale.

STRATEGIE A LIVELLO GLOBALE ED EUROPEO
Recenti studi hanno dimostrato che la digitalizzazione dei prodotti e dei servizi sarà in grado di incrementare le entrate annuali delle imprese di oltre 110 miliardi di euro nei prossimi cinque anni in Europa. Varare una serie di strategie a livello globale ed europeo è, in questo momento, molto importante, soprattutto per evitare la frammentazione dei mercati e beneficiare, così, delle evoluzioni offerte dal digitale. A questo scopo la Commissione provvederà a contribuire al coordinamento di iniziative nazionali e regionali in materia di digitalizzazione dell’industria mantenendo un dialogo aperto e continuo a livello europeo con tutte le parti coinvolte, per fare questo verrà istituito un quadro di governance dagli Stati membri e dall’industria; concentrare gli investimenti nelle partnership tra pubblico e privato in ambito europeo attraverso fondi strutturali e di investimento europei; investire 500 milioni di euro in una rete paneuropea di poli di innovazione digitale per favorire lo scambio di consigli e sperimentare le innovazioni digitali; definire dei progetti pilota per potenziare l’internet delle cose, i processi produttivi avanzati e le tecnologie in settori come smart city, domotica, sanità mobile e automobili connesse; adottare una normativa adeguata alle esigenze future relativa alla libera circolazione dei dati, ai loro diritti di proprietà e, soprattutto, alla loro sicurezza; presentare un’agenda europea per le competenze che permetta di dotare i cittadini delle conoscenze necessarie per sviluppare nuovi posti di lavoro nel digitale.

CINQUE SETTORI PRIORITARI
La Commissione propone poi di concentrarsi su cinque settori prioritari come il 5G, il cloud computing, l’internet delle cose, tecnologie dei dati e cybersicurezza, nonché di accelerare l’elaborazione delle norme tecniche necessarie allo scopo di stimolare sia l’innovazione che la crescita delle imprese. Infine, in merito ai servizi pubblici digitali, la UE afferma che cittadini e imprese devono cogliere tutti i vantaggi possibili dalla digitalizzazione e, per questo motivo, ha previsto una serie di disposizioni come la creazione di uno sportello digitale unico, la connessione di tutti i registri delle imprese e dei fallimenti collegati in un unico portale della giustizia elettronica, l’unificazione dei servizi di sanità elettronica transfrontalieri e la velocizzazione della transizione verso procedure di appalto elettroniche e di firme elettroniche. Economia digitale ed economia reale insieme verso un mercato unico digitale.

 

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