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Il peso del fisco sulle famiglie

tasse_spesa_pubblicaUnimpresa sostiene che l’incremento dei risparmi delle famiglie italiane – nel 2015 i risparmi delle famiglie sono cresciuti di 23,1 miliardi, passando da 891,9 miliardi a 915,08 miliardi di euro (dati Bankitalia) – potrebbe nascondere il timore di “nuovi inasprimenti della pressione fiscale”.
Un aumento della pressione fiscale che non dovrebbe concretizzarsi, almeno nei prossimi mesi – secondo la CGIA di Mestre, nel 2016 l’incidenza di imposte, tasse, tributi e contributi previdenziali sul Prodotto interno lordo (PIL) dovrebbe scendere al 43,2% (-0,5% su base annua) –, dunque in controtendenza rispetto a quanto accaduto negli ultimi sei anni.
Sempre secondo il centro studi della CGIA di Mestre, nel periodo compreso tra il 2010 e il 2015, le famiglie hanno fatto i conti con un aggravio fiscale di 29,3 miliardi di euro. Al netto del bonus IRPEF da 80 euro, tra il 2010 e il 2015 le imposte nazionali (IRPEF, IVA, IRES…) sono cresciute di 21,6 miliardi (+ 6,1%) mentre quelle locali (IMU, IRAP, addizionali comunali e regionali IRPEF…) sono aumentate di 7,7 miliardi (+ 8%): complessivamente lo scorso anno gli italiani hanno pagato imposte per 483,2 miliardi di euro.
Tra le principali tasse locali, soltanto l’IRAP ha subìto una contrazione di 4,2 miliardi (-13%). Se si analizzano le altre imposte, il discorso prende una piega decisamente diversa: tra il 2010 e il 2015 è aumentata sia l’addizionale IRPEF regionale che quella comunale, cresciute rispettivamente di 3,1 miliardi (+39%) e 1,4 miliardi di euro (+51%). Mentre la tassazione sugli immobili è aumentata del 120%: la CGIA di Mestre osserva che nel 2015 l’IMU e la TASI hanno richiesto ai contribuenti italiani un esborso complessivo di 21,3 miliardi di euro, ben 11,6 miliardi in più rispetto ai 9,6 sborsati per il pagamento dell’ICI nel 2010 (+120%).

 

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