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Bitcoin: cosa sono, come funzionano

di Umberto Schiavella

internetL’inventore dei bitcoin è veramente l’imprenditore australiano Craig Steven Wright? È lui Satoshi Nakamoto, il padre della moneta elettronica che si cela dietro questo pseudonimo? La faccenda si complica. Le prove fornite da Wright a supporto della sua affermazione sono state smontate una dopo l’altra da esperti ricercatori di sicurezza informatica. Si conoscerà mai la verità? Di sicuro bisognerà aspettare ancora un po’.
Scoprire chi si nasconde dietro il nome Nakamoto è diventata una vera ossessione per informatici, appassionati e giornalisti. Il settimanale Newsweek credeva di aver risolto il mistero affermando di aver individuato il creatore della valuta elettronica in un 64enne californiano di origini giapponesi che però ha sempre negato di essere il cervello dietro la creazione dei bitcoin. Lo scorso dicembre Wired e Gizmodo affermarono di essere in possesso di mail e documenti che provavano, senza ombra di dubbio, che il vero inventore della moneta virtuale fosse in realtà Craig Steven Wright. Un ex dipendente di Nakamoto in maniera anonima dichiarava di aver hackerato la posta dell’imprenditore australiano scoprendone la vera identità. Dichiarazioni all’epoca smentite da Craig, ma tornate in auge proprio in questi giorni, è veramente lui il papà dei bitcoin? Il mistero si infittisce.

Creato da Satoshi Nakamoto nel 2009, il bitcoin è una valuta elettronica unica nel suo genere perché non ha una banca centrale che ne controlla e ne regola l’immissione nel mercato. Si tratta di una valuta senza padrone che può essere usata in transazioni commerciali a livello globale come mezzo di pagamento sicuro ed anonimo. Nessuno ne controlla la diffusione, i bitcoin vivono di vita propria solo all’interno dei conti online.

Esistono tre modi legali per ottenere bitcoin: il commercio, se si dispone di un’attività commerciale si possono tranquillamente accettare come mezzo di pagamento; il trading online, i bitcoin possono essere comprati in una delle borse dedicate come BTC China o Bitstam; attraverso il mining, ossia attraverso procedure open source di peer-to-peer e analisi crittografie per decriptare gli algoritmi alla base del bitcoin per generare nuova moneta, operazioni che però richiedono enormi capacità di calcolo da parte di computer e hardware dedicati. Si tratta del vero primo esempio di criptovaluta. Il numero dei bitcoin è limitato a 21 milioni, ad oggi ne sono stati generati solo 11 dei bitcoin totali. Il sistema è strutturato in modo da richiedere sempre maggiori capacità di calcolo rendendo l’attività di mining sempre più complessa e dispendiosa. Questo procedimento di crescita della moneta ne determina un andamento stabile e non alterabile nel tempo mettendo al riparo la moneta dalle fluttuazioni di valore. Un procedimento che di fatto limita l’inflazione dovuta all’aumento della quantità di denaro virtuale in circolo, anzi, crea deflazione in quanto il suo valore reale aumenterà nel tempo in maniera spropositata, mentre quello di scambio si avvicinerà sempre di più allo zero. Il valore dei bitcoin cambia con il tempo, attualmente è intorno ai 450 dollari, nel 2013 è cresciuto fino ad arrivare intorno ai 1.000 dollari, oggi le fluttuazioni quotidiane si aggirano intorno ai 30-40 dollari, fluttuazioni che la rendono inadatta come forma di risparmio, ma molto efficace come forma di investimento.

È senza dubbio che i bitcoin, come mezzo di pagamento, sono in grado di offrire numerosi vantaggi a patto di trovare una controparte che accetti questa moneta. In particolare la libertà di pagamento, è possibile trasferire fondi in ogni momento e da ogni parte del mondo senza limitazioni, burocrazia o controlli esterni. Non esistono commissioni per la ricezione di bitcoin, mentre per il pagamento è possibile scegliere quale commissione applicare in base alla velocità di conferma del pagamento che si vuole ottenere.
I bitcoin, poi, offrono meno rischi per i commercianti in quanto le transazioni in questa valuta non contengono informazioni personali rendendo così un commercio più aperto nei confronti di altri mercati e riducendo al contempo i pericoli di frode o furto di identità. Infine la trasparenza, ogni transazione è disponibile e può essere consultata tramite la rete bitcoin, rete protetta e sicura, in grado di lasciare traccia di ogni transazione avvenuta, ma, allo stesso tempo, ne garantisce il totale anonimato, la sicurezza e la non tracciabilità. Vantaggi che l’hanno resa la moneta più usata nel mercato nero e nel famoso deep web.

In realtà è ancora abbastanza difficile usare i bitcoin perché molte attività commerciali, siti web e negozi fisici, ancora non li accettano e questo ne rende complicato il loro impiego, inoltre si tratta di denaro ancora molto volatile proprio perché il suo valore è molto sensibile e legato ai singoli eventi, senza contare che si tratta di una valuta ancora giovane e in costante via di sviluppo.

Scopriremo mai chi ha inventato veramente i bitcoin, ma, soprattutto, diventeranno una valida alternativa ai sistemi di pagamento “tradizionali”? Ai posteri l’ardua sentenza.

 

3 Commenti per “Bitcoin: cosa sono, come funzionano”

  1. Bel articolo con qualche imprecisione, un refuso si trova dove si dice: “Il numero dei bitcoin è limitato a 21 milioni, ad oggi ne sono stati generati solo 11 dei bitcoin totali.” In realtà ne sono stati minati il 50% e grosso modo 11 milioni.

    “Il valore dei bitcoin cambia con il tempo, attualmente è intorno ai 450 dollari” In realtà vale in questo momento 397 euro e dall’inizio dell’anno è intorno ai 370-400 euro, quindi si è parecchio stabilizzata.

    “tramite la rete bitcoin, rete protetta e sicura, in grado di lasciare traccia di ogni transazione avvenuta, ma, allo stesso tempo, ne garantisce il totale anonimato, la sicurezza e la non tracciabilità.” In realtà chi vuole essere anonimo usa la rete TOR dove fa viaggiare le proprie transazioni in bitcoin.

    “i bitcoin possono essere comprati in una delle borse dedicate come BTC China o Bitstam;” In realtà è molto diffuso l’acquisto dei bitcoin tramite postepay, per esempio tramite posteb.it oppure bitboat.net oppure il nuovissimo ed economico contantibitcoin.it

  2. Umberto

    Grazie per il commento e le precisazioni. Per quanto riguarda il valore del bitcoin, possiamo dire che, al momento della stesura dell’articolo, quello era il suo prezzo sebbene arrotondato.
    Grazie ancora e continui a seguirci.
    Umberto

  3. […] di provarci, almeno finora è stato redditizio. Basti pensare che quando su T-Mag abbiamo spiegato cosa sono e come funzionano(era il maggio del 2016), il valore di ogni Bitcoin era inferiore ai 500 dollari, mentre di recente, […]

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