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Internet come volano dell’economia mondiale

di Umberto Schiavella

internetSecondo i dati di We Are Social, su una popolazione mondiale di 7,4 miliardi di persone, gli utenti connessi ad internet risultano essere circa 3,4 miliardi. Sempre a livello mondiale sono 2,3 miliardi le persone che utilizzano i social network e 3,8 miliardi le persone che utilizzano device mobili. Rispetto al 2015, gli utenti che accedono ad internet sono cresciuti del 10%, così come sono cresciuti gli utenti che viaggiano sul web tramite mobile. Nel 2010 solo il 2,9% degli utenti accedeva ad internet tramite un dispositivo mobile, oggi, il 40% degli utenti di tutto il mondo accede al web da mobile. La penetrazione di internet è molto più alta in Europa e negli Stati Uniti rispetto ad altri paesi dove sfiora il 90%, anche se, a livello assoluto, gli utenti di internet si trovano per lo più in Asia dove, però, il tasso di penetrazione del web sul totale della popolazione supera di poco il 50%. Internet ha le percentuali più basse di penetrazione in quei paesi dove sono ancora in vigore censure governative, come, ad esempio in Corea del Nord o nei cosiddetti paesi sottosviluppati. Se si analizzano quante ore vengono spese su internet dagli utenti ogni giorno si nota che i tassi di utilizzo più alti provengono proprio dai paesi in crescita a livello economico, come il Brasile, il Sud Africa e i Paesi Arabi, qui il tempo dedicato ad internet supera le cinque ore giornaliere. La sfida del futuro è l’abbattimento del digital divide a livello globale, ossia rendere disponibile la connessione internet a tutti e in tutto il mondo. La società britannica PwC ha pubblicato uno studio realizzato per Facebook che analizza i possibili scenari dei prossimi 10 anni in 120 paesi del mondo stimando che, se internet fosse disponibile a tutti nel mondo, ci sarebbe una spinta alla produzione economica globale pari a 6.700 miliardi di dollari eliminando lo stato di povertà per circa mezzo miliardo di persone. Per la società inglese se internet fosse accessibile anche per i quattro miliardi di persone che al momento non sono connesse, il rapporto tra utenti di internet nei paesi in via di sviluppo e quelli nei mercati sviluppati sarebbe di 5 a 1 (attualmente siamo a 2 a 1). Oltre ad un aumento del Pil globale stimato di 6,7 mila miliardi si prevede anche un’opportunità di crescita di 400 miliardi di dollari per gli operatori delle telecomunicazioni e di 200 miliardi di dollari per i fornitori di contenuti. Proprio per questo motivo i due giganti del web, Facebook e Google, sono molto interessati alla possibilità di diffondere la connessione in tutto il mondo e hanno lanciato due progetti simili per dare vita a delle “infrastrutture” mobili che, solcando i cieli, saranno in grado di diffondere connessioni veloci a basso costo. Il colosso di Mountain View sta sperimentando dei palloni aerostatici da posizionare nella stratosfera a 18 km di altezza, il famoso “Project Loon”. Anche Facebook, dopo aver reso possibile, con il progetto internet.org, connettersi al web in paesi come l’Africa, l’Asia e l’America Latina tramite la sua app con la quale si può accedere ad alcuni siti specifici come Wikipedia o ad alcuni siti governativi senza pagare per i dati scaricati sta lavorando al progetto “Aquila”. Si tratta di un drone alimentato ad energia solare in grado di volare per tre mesi di seguito e di fornire una connessione wi-fi attraverso l’uso del laser. Il drone volerà tra i 18 e i 27 km di altezza, più in alto dei voli commerciali dove le condizioni climatiche non avranno alcuna influenza sul segnale stesso. Gli analisti di PwC, infine, fanno notare che i progressi verso l’inclusione globale hanno subito un rallentamento negli ultimi anni a causa degli elevati costi e della velocità effettiva delle infrastrutture esistenti. La ricerca evidenzia che i prezzi di internet dovrebbero calare almeno del 70% per poter essere sostenuti dall’80% della popolazione. Inoltre, il 90% delle persone vive in luoghi dove è presente una copertura, ma la maggior parte di loro non può permettersela, infatti, per il 66% della popolazione un piano dati di 500 MB costa più del 5% delle proprie entrate mensili.

 

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