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In Italia 2,2 milioni di famiglie senza reddito da lavoro

lavoro_imprese-1024x683Oltre due milioni di famiglie senza lavoro e un minore su cinque in condizione di povertà. Questo quanto emerge dall’ultimo rapporto annuale dell’Istat relativo al 2015. In Italia sono 2,2 milioni le famiglie senza redditi da lavoro, nel 2004 erano il 9,4%, nel 2015 la percentuale è salita al 14,2%, mentre nel Mezzogiorno raggiungono il 24,5%, quasi un nucleo famigliare su quattro. La percentuale scende al Nord all’8,2% e all’11,5% al Centro. L’incremento ha interessato le famiglie giovani rispetto a quelle adulte: tra le prime l’incidenza è raddoppiata dal 6,7% al 13%, tra le seconde è passata dal 12,7% al 15,1%. Peggiorata la condizione dei minori, l’incidenza della povertà nel 1997 oscillava intorno all’11-12%, mentre nel 2014 ha raggiunto il 19%. Il rapporto Istat continua evidenziando come il sistema di protezione sociale italiano sia, tra quelli europei, il meno efficace e come la spesa pensionistica comprime il resto dei trasferimenti sociali aumentando così il rischio di povertà. Aumentata anche la disuguaglianza nella distribuzione del reddito da 0,40 a 0,51 tra il 1990 e il 2010 (indice Gini sui redditi individuali lordi da lavoro). Sei giovani su dieci, tra i 18 e i 34 anni vivono ancora a casa dei genitori, in particolare il 68% dei ragazzi e il 57% delle ragazze. Nel 2015 i giovani (15-29 anni) non occupati e non in formazione sono più di 2,3 milioni, aumentati di oltre mezzo milione rispetto al 2008. Raddoppiati i giovani che a tre anni dalla laurea non cercano lavoro, nel 1991 i laureati occupati erano il 77,1%, valore che è sceso al 72% nel 2015, anno nel quale non cercano lavoro circa il 12,5% dei giovani laureati, quasi il doppio di quelli del 1991 (6,6%).
Nel 2015 gli occupati in Italia sono 22,5 milioni, 186mila in più sull’anno (+0,8%). Nel 2015 il contratto a tempo indeterminato è stato il più diffuso: vi hanno fatto ricorso quasi due terzi delle aziende manifatturiere e del terziario. Nonostante l’aumento dei contratti fissi, l’incidenza del lavoro standard sul totale degli occupati è scesa al 73,4% nel 2015 dal 77% del 2008 con 1,3 milioni di occupati in meno. A trainare le assunzioni, in particolare nelle imprese manifatturiere, sono stati gli sgravi contributivi. Infine, nel 2015 minimo storico per le nascite; al 1 gennaio 2016 la stima della popolazione italiana è di 60,7 milioni di residenti (-139mila sull’anno precedente) mentre gli over 64 sono 161,1 ogni 100 giovani con meno di 15 anni. Il nostro Paese è tra i più vecchi al mondo, insieme al Giappone e alla Germania.

 

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