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Competitività e domanda di lavoro nelle imprese italiane

impreseIl recente studio di Moody’s sulle piccole e medie imprese europee aveva osservato nel caso italiano un tasso di fallimento più alto, a partire dal 2008, rispetto a quello registrato in altri paesi europei. In effetti anche l’Istat conferma il trend maturato tra il 2008 e il 2013, considerando che il tessuto produttivo italiano è costituito in larga parte di micro, piccole e medie imprese. Si tratta di un aumento del tasso di mortalità di oltre un punto percentuale, unico caso tra le principali economie dell’Ue. Questo dato non deve però confondere le idee. Perché, nonostante una situazione deteriorata negli anni della crisi un po’ ovunque, l’Italia presenta un andamento comunque positivo del tasso di sopravvivenza a fronte di una sostanziale tenuta della natalità.
Nello specifico – rileva l’Istat nel Rapporto annuale 2016 – nel 2013 in Italia risultava ancora in attività il 58% delle imprese nate nel 2010 e molto elevata era anche la percentuale di sopravvissute (il 47,5%) tra quelle nate nel 2008. Per quanto riguarda il tasso di sopravvivenza a tre anni il nostro paese si colloca al primo posto. Alle sue spalle Regno Unito (56,7% nel 2013), Francia (54,5%), Germania (52,3%), Spagna (51,6%). Il tasso di sopravvivenza a cinque anni, invece, premia soprattutto la Francia (52,9%, in aumento). L’Italia segue con il 47,5%.
Ad ogni modo, sottolineava poi il report di Moody’s, molte delle nostre imprese presentano ritardi che ne rallentano la crescita. A conferma di questo durante la crisi alcune dinamiche negative hanno pesato sulla crescita, anche occupazionale, delle imprese italiane nei primi anni di età. Nel 2013 il tasso di crescita degli addetti per le imprese nate nel 2008 (49,1%) è stato superiore soltanto a quello della Spagna (30,7%) e di gran lunga inferiore a quelli di Germania (61,5%), Regno Unito (64,9%) e Francia (88,2%).
In termini di crescita occupazionale molto dipende, però, dal contenuto tecnologico che caratterizza la vita di un’impresa. Ad esempio, tra il 2012 e il 2013, i più elevati tassi di creazione di posti di lavoro si osservano tra le imprese manifatturiere con meno di cinque anni appartenenti ai settori ad alta e medio-alta tecnologia (+44,6 e +42,6% in media).
Nel settore dei servizi di mercato, invece, la crescita ha interessato sia le attività ad alta tecnologia e alta intensità di conoscenza (+12,1%, con il 65,5% di probabilità di sopravvivenza oltre il quinto anno) e quelle a bassa intensità di conoscenza (+18,4%, con il 70,7% di probabilità di sopravvivere per più di cinque anni).

 

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