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Efficienza e costi della raccolta rifiuti in Italia

rifiuti“C’è qualcosa che non va”. Così si è espresso il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, commentando gli ultimi dati relativi all’efficienza e ai costi della raccolta dei rifiuti in Italia. Dal rapporto, in effetti, emerge che negli ultimi cinque anni, a fronte di una diminuzione dei rifiuti, si è registrato un aumento considerevole delle tariffe.
Nel nostro Paese, nel 2014 rispetto a cinque anni fa, si è infatti registrata una diminuzione del 10,1% dei rifiuti ma anche un aumento del 22,7% delle tasse pagate dagli italiani per il servizio, il 15% più rispetto all’inflazione – nel periodo considerato i prezzi al consumo sono infatti cresciuti del 7,7% – e il 13,1% in più rispetto alla crescita media dell’Eurozona: +9,6%.
In particolare, secondo i calcoli di Confartigianato, famiglie e imprenditori hanno pagato 167,80 euro pro capite per i servizi di igiene urbana, per un totale di 10,2 miliardi di euro. Eppure, nonostante ciò, solo un terzo degli italiani si ritiene soddisfatto del servizio offerto. Stiamo parlando di appena il 34% contro il 62% della media europea.
Interessante notare anche come i gradi di soddisfazione più bassi si rilevino nelle città che negli ultimi cinque anni hanno riportato gli aumenti delle tariffe più elevati. E’ il caso della Capitale, per esempio, dove nell’ultimo lustro la spesa pro capite per i servizi di igiene pubblica è aumentata del 9,5% rispetto al 2010 arrivando a toccare i 249,9 euro. Il 50,9% in più rispetto alla media nazionale.
Nonostante a Roma si paghino quindi 41,18 centesimi per chilogrammo di rifiuti solo il 9% dei romani si ritiene soddisfatto del servizio, riportando un calo della soddisfazione del 17,7% rispetto a cinque anni prima. Un dato peggiore si osserva solo a Palermo dove si ritiene soddisfatto dell’igiene cittadino solo il 7% degli abitanti.
Il confronto territoriale mostra, ancora, come sia il Lazio la regione più cara da questo punto di vista: la Regione che ospita la Capitale presenta una spesa pro capite di 220,3 euro contro i 212,7 euro per abitante della Liguria, i 210,3 della Toscana e i 196,7 euro della Campania.

 

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