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Il mercato del lavoro, dentro e fuori dall’euro

lavoro_disoccupazioneE’ un’Europa a due velocità quella descritta dall’ultima analisi di Unimpresa sul mercato del lavoro e a fare da spartiacque sembra essere il far parte o meno dell’Eurozona. Secondo lo studio, infatti, mentre tra i Paesi che hanno adottato la moneta unica l’occupazione è diminuita tra il 2008 ed il 2015, altrettanto non è successo per quelli al di fuori dell’area euro.
Nell’intera Unione europea, da inizio crisi economica ad oggi, il numero degli occupati è infatti diminuito di 2,170 milioni di unità per un calo dello 0,97%. Una dinamica frutto del calo di 3,238 milioni di occupati dell’area euro (-2,21%) e dell’aumento di 1,068 milioni registrato nell’area Ue no euro (+1,40%).
Più precisamente il numero degli occupati è passato dai 222,876 milioni del 2008 ai 220,706 milioni del 2015 nell’Unione europea, da 146,760 milioni a 143,522 milioni nell’area della moneta unica e da 76,116 milioni a 77,184 milioni nell’area che comprende i Paesi dell’unione europea che non hanno adottato l’euro.
Osservando le tabelle che accompagnano l’analisi si può notare come solo in sei Paesi dell’Eurozona il numero degli occupati sia aumentato nel periodo considerato: in Francia, con un +1,76% (+456 mila unità), in Germania +4,33% (+1,669 milioni di unità), Austria +3,86% (+154mila unità), Belgio +2,38% (+106 mila unità), Lussemburgo +27,72% (+56mila unità) e Malta + 16,98% (+27mila unità).
Spagna, Italia e Grecia hanno invece riportato i cali, numerici, più consistenti: nel primo caso si è registrato un calo di 2,604 milioni di occupati (-12,72%), nel nostro Paese di 625 mila (2,71%), mentre in Grecia la contrazione è stata di un milione di unità (21,69%).
In termini percentuali, è interessante notare come, tra i Paesi che hanno riportato un calo degli occupati, il nostro sia tra quelli che hanno riportato la variazione più esigua, alle spalle solo della Slovacchia con un -0,41% ed Estonia con un -2,29%.

 

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