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Povertà: le famiglie numerose quelle più colpite

famiglia_crisiCrescere e mantenere un figlio è un ingente costo già dal primo anno di vita. Nello specifico, secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, nel 2015 il costo è variato da un minimo di 6.809 euro ad un massimo di 14.852 euro, con un aumento medio dell’1% e del 3% rispetto al 2014. Considerate la crisi economica e politiche che non sempre hanno garantito tutele adeguate per le giovani coppie, quasi non stupisce il recente dato dell’Eurostat sul tasso di natalità in Italia. Che è tra i più bassi in assoluto dell’Ue, confermando perciò un trend che ormai appare consolidato. Qualche numero: l’anno scorso le nascite sono state circa 486 mila in Italia, 801 mila in Francia, 777 mila nel Regno Unito e 738 mila in Germania.
I recenti dati sulla povertà in Italia diffusi dall’Istat (nel 2015 si stima che le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila, il numero più alto dal 2005) pongono l’attenzione proprio sulle famiglie.
Tra le persone coinvolte, spiega l’Istat, due milioni e 277 mila sono donne (7,3% l’incidenza), un milione e 131 mila sono minori (10,9%). In altre parole un minore su dieci nel 2015 si è trovato in una situazione di povertà assoluta (3,9% nel 2005).
Nel dettaglio si scopre che sono peggiorate le condizioni delle famiglie di quattro componenti (l’incidenza della povertà assoluta sale al 9,5% nel 2015 dal 6,7% dell’anno precedente), in particolare delle coppie con due figli (che passa dal 5,9 all’8,6%). Inoltre livelli elevati di povertà assoluta si osservano per le famiglie con cinque o più componenti (17,2%), soprattutto se coppie con tre o più figli (13,3%) e famiglie di altra tipologia, con membri aggregati (13,6%). L’incidenza sale se in famiglia ci sono almeno tre figli minori (18,3%).
L’Italia, insomma, è tra i paesi europei in cui la crisi ha avuto un impatto negativo non trascurabile sulle famiglie. Condizioni lavorative precarie dei padri e madri non occupate perché non riescono a coniugare vita lavorativa e famiglia, sono di norma le cause che favoriscono la povertà dei minori. Ma anche in altre realtà i tagli alle politiche di sostegno e al welfare hanno provocato una netta discrepanza, con il segmento di popolazione più giovane a rischio povertà: in Europa – dati Eurostat – lo è un bambino su quattro.

 

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