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Automotive: l’usato online vale 4,2 miliardi di euro

car onlineIl mercato delle autovetture usate segna una lieve crescita nel mese di giugno. I passaggi di proprietà delle auto, al netto delle minivolture, ossia i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale, hanno registrato un incremento mensile del 3,58% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In particolare, per ogni 100 autovetture nuove ne sono state vendute 129 usate nel mese di giugno e 142 nei primi sei mesi dell’anno.
In Italia il mercato dell’usato genera un volume d’affari pari a 18 miliardi di euro, poco più dell’1% del Pil e per circa il 40% passa attraverso l’online per un valore complessivo di 6,8 miliardi. Questo è quello che emerge da una ricerca Doxa su un campione di 1.000 intervistati commissionata da Subito.it, azienda leader in Italia per la compravendita online con oltre otto milioni di utenti unici che sottolinea come l’automotive valga 10,7 miliardi confermando l’importanza di questo settore per l’economia del nostro paese.
Il mercato online dell’automotive vale 4,2 miliardi di euro, circa il 39% di tutto il mercato automotive, ossia il 62% di tutta la second hand economy online. Il mercato dell’usato è cresciuto del 9,1% rispetto allo scorso anno producendo un totale di oltre 4,7 milioni di passaggi di proprietà nel 2015 e il 25% del totale dei veicoli usati venduti in Italia attraverso il sito Subito.it con oltre 1,1 milioni di vetture. Ogni giorno vengono inseriti circa 23.000 annunci auto (1.622.000 la media mensile del 2015) e un italiano su tre rivela di utilizzare la piattaforma per cercare l’auto desiderata. Nel 2015 sono stati pubblicati più di otto milioni di annunci automotive, di cui 5,1 milioni di auto, 730.000 di veicoli commerciali, 141.000 di caravan e camper e 2,3 milioni di accessori auto. Il volume d’affari generato dalla compravendita dell’usato si attesta su una spesa media per ogni acquisto di 5.500 euro per le automobili e di 6.600 euro per i veicoli commerciali. Un veicolo di seconda mano viene acquistato principalmente per risparmiare (40% auto e 56% veicoli commerciali), o perché si dimostra un modo intelligente per fare economia (20% auto e 5% veicoli commerciali). Di solito acquisti e vendite avvengono all’interno della provincia di residenza, 80%, e all’interno della città di residenza dell’acquirente, 52%. Il 62% di chi compra e il 69% di chi vende online afferma di affidarsi nuovamente al mercato dell’usato per comprare o vendere il proprio veicolo. Tra le motivazioni che inducono le persone ad acquistare e vendere beni usati online c’è la volontà di contribuire alla salvaguardia del pianeta riducendo l’impatto ambientale: è stato calcolato che nel 2015 gli utenti di Subito.it hanno permesso il risparmio di 3,4 milioni di tonnellate di CO2 che derivano per l’80% (2,7 milioni di tonnellate) dal mondo automotive e sono pari al blocco totale del traffico per 25 mesi a Milano o per 8 mesi a Roma. Infine, gli intervistati concordano sul fatto che il mercato dell’usato è cambiato nel tempo: grazie al web, usato non è più sinonimo di vecchio in quanto è possibile trovare online anche i modelli di ultima generazione o abbastanza nuovi (58%), è in grado di garantire una maggiore offerta (46%) e sono notevolmente aumentate le garanzie su queste tipologie di auto per il 43% del campione preso in esame.
Se da un lato i dati della ricerca dimostrano come il mercato dell’usato è in grado di garantire ottimi risultati in termine di vendite, dall’altro, come sottolineato più volte dall’Unrae, l’Associazione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, c’è bisogno di svecchiare il parco auto italiano per far tornare il mercato del nuovo ai livelli del 2007. Osservando il volume complessivo delle vendite di automobili si nota che circa il 70% riguarda auto usate: in generale nel nostro Paese otto auto in circolazione su dieci hanno più di dieci anni, mentre una ogni quattro ne ha più di venti. Le stime dell’Unrae indicano che, delle 35.720.000 autovetture circolanti nel nostro Paese, solo il 3% è Euro 6, mentre il 20,2% è Euro 5, il 33,6% è Euro 4, il 18,4% è Euro 3, il 13,7% Euro 2, il 6,5% Euro 1 e il 4,6% Euro 0.

 

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