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Lievi segnali positivi dal fatturato dell’industria

Il calo tendenziale (-0,7%) è legato quasi esclusivamente alla componente energetica, al netto della quale il fatturato registra invece un +0,4%

produzione_industrialeNonostante molti indicatori dell’economia italiana presentino andamenti scoraggianti, evidenziando come la ripresa del Paese sia ancora molto fragile, ce ne sono altri, come ad esempio il fatturato dell’industria, che tutto sommato (anche se con andamenti altalenanti che non si addicono ad una fase di vera e propria ripresa) qualche segnale incoraggiante lo stanno dando. Crollano, invece, gli ordinativi.
A luglio, infatti, il fatturato delle industrie italiane è aumentato del 2,1% rispetto a giugno (quando si registrò un -1,2%), una crescita legata al +3,2% del fatturato nazionale, bilanciata dalla variazione nulla del fatturato estero. Ma se è vero che a livello congiunturale il confronto appare positivo, sul piano tendenziale non si può dire altrettanto: rispetto allo stesso mese dello scorso anno il fatturato è diminuito dello 0,7%, a causa soprattutto della componente estera, -2,2% (contro il lieve +0,2% del fatturato nazionale).
L’estero pesa molto, però, anche sul dato congiunturale degli ordinativi. Mentre, tra giugno e luglio, gli ordinativi interni sono aumentati dello 0,8%, quelli esteri hanno registrato un crollo del 22,8% comportando un calo degli ordinativi totali all’industria del 10,8%. Gli ordinativi vanno male anche rispetto allo scorso anno – in confronto al quale si registra un -11,8% (frutto di un -13,3% di quelli interni e di un -9,6% di quelli esteri) – e rispetto ai primi sette mesi del 2015: -2,4% (-5,5% per quelli interni e +1,9% per quelli esteri).
Tornando al fatturato, e osservando l’andamento dei vari raggruppamenti di industrie, si può osservare un aumento dell’1,2% rispetto a giugno per i beni di consumo, del 4,7% per i beni strumentali, dello 0,45 per i beni intermedi e del 3,8% per l’energia. Il calo registrato rispetto al luglio del 2015, emerge dalle tabelle dell’Istat, è quasi esclusivamente legato al calo del 14% che ha interessato l’energia, al netto della quale il fatturato registra infatti un +0,4% (contro il -0,7% del dato generale). In questo caso, infatti, i beni di consumo riportano un +2,5% e quelli strumentali un +0,8%, mentre quelli intermedi riportano un -2%.

 

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