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Sondaggio Tecnè. Verso il referendum costituzionale

Il “No” si attesta al 52,3%, mentre il “Sì” è al 47,7%: tutti i risultati dell'indagine che Tecnè ha condotto per Tgcom24
di Redazione

Secondo il 53,2% degli intervistati dall’istituto Tecnè per Tgcom24 il referendum costituzionale, in programma il 4 dicembre, è “importante” per il futuro dell’Italia. Il dato è in calo di 5,4 punti percentuali dalla precedente rilevazione (29 ottobre, 58,6%). Inoltre aumenta al 38,7%, dal precedente 36%, la quota di quanti non lo considerano importante (non sa l’8,1%, in rialzo dal 5,4% del 29 ottobre). In tale contesto aumenta, ma non troppo, la consapevolezza degli elettori. Se da una parte cresce al 47,7% la quota di chi giudica superficiale la conoscenza dei temi referendari, il 20,8% la ritiene approfondita (era il 18,1% il 29 ottobre), mentre ammette di non conoscerli il 31,5%, dato in diminuzione di 4,1 punti dalla precedente rilevazione.

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GLI EFFETTI DEL REFERENDUM SULLE ISTITUZIONI
La quota di quanti ritiene gli effetti del referendum sulle istituzioni “positivi” si attesta al 37,8%, in calo dal precedente 40,7%. Allo stesso tempo diminuiscono quanti hanno un parere opposto, che si collocano al 41,7% dal 43,3% del 29 ottobre. In compenso la quota di chi “non sa” aumenta di oltre quattro punti dall’ultima rilevazione, ora al 20,5%.

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GLI EFFETTI DEL REFERENDUM E DELL’ITALICUM
Anche in questo caso si assiste ad un calo di quanti sostengono che gli effetti della riforma e dell’Italicum, la legge elettorale ad essa collegata, sarebbero positivi in quanto si saprebbe subito chi governa e ci sarebbe più stabilità politica. La quota passa al 37,6% dal 40,4%. La quota di chi invece ritiene tali effetti negativi (“con la riforma costituzionale e l’Italicum ci sarebbero rischi per la democrazia”) diminuisce al 40% da 41,9%. Chi ammette di non avere un’opinione precisa al riguardo sale dal 17,7% al 22,4%.

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LE INTENZIONI DI VOTO AL REFERENDUM
Considerata la base “tutti gli intervistati” l’area degli indecisi/non voto si attesta al 51,6% (in crescita dal 51,2% della precedente rilevazione), mentre il “Sì” aumenta di poco passando dal 23 al 23,1%; il “No” scende dal 25,8 al 25,3%. Considerata la base di chi esprime una preferenza (“Sì” + “No” = 100%), il “Sì” si attesta al 47,7% (in lieve rialzo dal precedente 47,1%) mentre il “No” si colloca al 52,3% (in lieve calo da 52,9%).

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CHI SONO GLI ELETTORI INDECISI E ASTENSIONISTI
Del 51,6% che racchiude l’area degli indecisi/non voto, la maggioranza – l’80,5% del campione – afferma di essere elettori non collocati politicamente. Il 16,3% sono invece elettori attuali dei partiti schierati per il “No”; il 3,2% elettori attuali dei partiti schierati per il “Sì”.

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LE PROBABILITA DEL RISULTATO NEL REFERENDUM COSTITUZIONALE
Tecnè rileva che il “Sì” ha il 27% delle probabilità di collocarsi tra il 42 e il 46% dei consensi, il 51% delle probabilità di ottenere tra il 47 e il 49% e il 22% delle probabilità di raggiungere una soglia che oscilli tra il 50 e il 53%. Dall’altro lato, il “No” ha il 27% delle probabilità di ottenere tra il 58% e il 54% dei consensi, il 51% delle probabilità di collocarsi tra il 53 e il 51%, il 22% delle probabilità di raggiungere valori compresi tra il 50 e il 47%.

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NOTA METODOLOGICA

VERSO IL REFERENDUM COSTITUZIONALE
Campione rappresentativo della popolazione > 18 anni residente in Italia
Numerosità del campione: 1.500 casi – Metodo di rilevazione: CATI-CAMI
Margine di errore: +/- 2,5% (sui risultati a livello dell’intera campione)
Data di effettuazione delle interviste: 9-10 novembre 2016
Committente: RTI
Soggetto realizzatore: Tecnè S.r.l.

 

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