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Meno famiglie vogliono acquistare casa

La ripresa economica giudicata troppo timida non incentiva i nuclei familiari italiani all'acquisto di un'abitazione
di Redazione

Periodicamente la Banca d’Italia conduce un sondaggio sul mercato delle abitazioni in Italia. L’ultimo in ordine cronologico è relativo al terzo trimestre del 2016 e rileva che i prezzi degli immobili sono rimasti stabili, i tempi di vendita sono più brevi e che le aspettative degli agenti immobiliari sul futuro del mercato sono positive. Di recente, però, la quota delle famiglie che si dice intenzionata ad acquistare una casa è diminuita.

immobiliare

Nel suo ultimo sondaggio, Bankitalia rileva che le famiglie italiane sono sempre più dipendenti dai mutui: la quota degli acquisti finanziati con un mutuo ipotecario è cresciuta, passando dal 77,1% dell’indagine precedente all’attuale 80,2%. Il livello più elevato dall’inizio della serie nel 2009.
Ma ottenere un mutuo non è sempre semplice: l’Osservatorio sul Mercato Immobiliare curato da Nomisma, diffuso nei mesi scorsi, sottolinea che la domanda, nonostante un allentamento della stretta creditizia da parte delle banche, “resta solo parzialmente soddisfatta”. Spesso perché il richiedente non soddisfa i requisiti richiesti dagli istituti di credito: nel 73% dei casi la domanda di un mutuo non viene accettata in quanto, secondo la banca, chi la presenta non è in possesso di sufficienti garanzie.
Inoltre Nomisma sottolinea che, nonostante l’aumento delle compravendite registrato nel 2015 (+6,5% su base annua) e nel primo trimestre del 2016 (+20,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), la quota delle famiglie interessate all’acquisto di un immobile è diminuita, passando dal 12,2 al 8,8%. Particolarmente rilevante è il calo registrato tra i nuclei familiari che hanno espresso l’intenzione di acquistare un’abitazione nei prossimi mesi, scesa dall’8,8 al 5,5%.
Il rapporto spiega che la riduzione è dovuta alla “consapevolezza della fragilità del sistema Paese e della transitorietà di alcuni innegabili segnali positivi registrati nell’ultimo anno (dalla caduta dei prezzi delle materie prime a quello degli sgravi contributivi sulle nuove assunzioni)”. Nel 2016 una parte consistente della domanda residenziale è rappresentata da chi intende acquistare una seconda casa per uso familiare. A dimostrazione del fatto che l’acquisto di un immobile è spesso possibile soltanto grazie al sostegno economico della propria famiglia d’origine.

 

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