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L’impatto economico del settore del software

50,8 miliardi di euro di valore aggiunto al Pil, 743.921 occupati e uno salario medio annuo di 34.909. Sono solo alcuni dei numeri legati al comparto
di Redazione

Negli ultimi anni il comparto del software sta dando un forte contributo all’economia italiana, sia in termini di valore aggiunto al prodotto interno lordo totale che in termini di occupazione, direttamente ed indirettamente.

software

A tracciare un quadro del settore è la società BSA – The Software Alliance, la quale, oltre a sottolineare gli ultimi passi avanti fatti dall’Italia, spiega che comunque rispetto ad altri Paesi dell’Unione europea il nostro ha ancora diversa strada da fare.
Ma passiamo ai dati. Il settore in questione genera un valore aggiunto diretto al Pil pari a 20,3% miliardi di euro (1,3% del Pil totale italiano), una cifra che, considerando l’indotto, sale a 50,3 miliardi di euro (ovvero il 3,2% del Prodotto interno lordo).
Per quanto riguarda invece l’impatto sul mercato del lavoro, l’indagine spiega che sono 289.011 gli occupati delle industrie del software e quasi 744 mila il totale dei posti di lavoro legati a settore, di cui 300mila altamente qualificati e con una retribuzione elevata.
In media, il salario annuo nell’industria del software è di 34.909 euro, quasi il 50% in più rispetto al salario medio annuo del settore dei servizi e di poco maggiore al salario medio nazionale. È invece pari a 10,1 miliardi di euro l’anno il totale degli stipendi pagati dall’industria del software.
Numeri importanti giungono poi dalla voce relativa agli investimenti. Secondo l’analisi, le industrie del software destinano alla Ricerca & Sviluppo 864 milioni di euro l’anno, il 7,5% delle spesa totale riservata dalle imprese in R&S.
Come anticipato si tratta di numeri incoraggianti, ma che allo stesso tempo dimostrano come l’Italia debba fare ancora molta strada per arrivare ai livelli dei principali partner. A livello europeo, infatti, il contributo del comparto del software agli indicatori considerati risulta maggiore: l’impatto diretto sul Pil è pari al 2% (249 miliardi di euro), mentre quello indiretto è del 7,4% (910 miliardi di euro).
Gli occupati europei nel settore sono l’1,4% del totale degli occupati (il 5,3% se si considera l’indotto) e il salario medio annuo risulta nettamente più elevato: 45.33 mila euro contro i quasi 35mila dell’Italia.
Solo per quanto riguarda gli investimenti in Ricerca e Sviluppo facciamo leggermente meglio, con il 7,5% contro il 7,3% della media europea.

 

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